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Borgo Virgilio, pubblico numeroso e “acceso” al confronto fra le ragioni del Sì e del No al referendum sulla giustizia

BORGO VIRGILIO – Comprendere le ragioni del Sì e del No sul referendum Giustizia per poter scegliere in maniera consapevole e responsabile. È questo lo scopo dell’iniziativa – organizzata dalla Polisportiva Borgo Virgilio – che si è svolta l’altra sera nella sala polivalente di Cerese, gremita per l’occasione. Le ragioni del Sì sono state illustrate dall’ex magistrato, nonché Procuratore della Repubblica di lungo corso, Marco Martani; quelle del No dall’avvocato ed ex sindaco di Gonzaga Claudio Terzi. A moderare l’incontro l’avvocato e primo cittadino di Borgo Virgilio Francesco Aporti, il quale lo ha definito «un momento democratico e di auspicio a tutti per partecipare al voto del 22 e 23 marzo». La scaletta era direttamente collegata ai punti chiave della riforma, ovvero separazione delle carriere, sdoppiamento del Consiglio Superiore della Magistratura, nuovo sistema di nomina per sorteggio e Alta corte di Disciplina. La riforma prevede infatti che le leggi sui due Csm, sul nuovo ordinamento giuridico e sull’Alta corte disciplinare siano adeguate alle novità «entro un anno» dall’entrata in vigore della legge costituzionale, che avverrà solo in caso di vittoria del Sì. A quel punto scatterà la transizione del nuovo sistema. Ai dettagli si provvederà quindi dopo il voto. Quanto alle correnti, il punto non è la loro proliferazione, anche perché nessuna legge può impedire ai magistrati di sinistra, di destra e di centro di avere le loro sigle. Il punto è lo smisurato potere che queste hanno, ed è proprio qui che interviene la riforma. Molto apprezzata la chiarezza espositiva del dott. Martani, anche in ordine ai movimenti correntizi dell’attuale Csm dovuto al sistema elettorale dei membri togati che vorrebbe completamente modificata con la nuova legge elettorale. Dal canto suo, l’avv. Terzi ha difeso l’attuale sistema poiché in grado di garantire un equilibrio consolidato. Il dibattito è proseguito per oltre un’ora, dove non sono mancate le domande del pubblico e attimi di confronto acceso, ma sempre nei limiti del reciproco rispetto. Il nodo dell’immigrazione incontrollata e del clima generale di insicurezza è fortemente complesso da sciogliere per un Esecutivo, per quanto determinato esso possa essere, se dall’altra parte ci si deve continuamente scontrare con giudici politicizzati e ideologicamente orientati. Aspetto che molto probabilmente influirà sull’esito del voto.

Matteo Vincenzi