E’ venuto a mancare due giorni fa a 68 anni Marco Ferreri, designer e architetto milanese dopo una lunga degenza seguita a un incidente nel cantiere del castello di Faraneto, in Valtrebbia, dove stava progettando una fondazione e un centro di ricerca dedicati al rapporto tra artificio e natura.
A Mantova Ferreri ha lasciato un segno particolarmente importante: è stato l’autore del logo di Festivaletteratura, uno dei simboli più riconoscibili della manifestazione. Il suo legame con il Festival andava però oltre la grafica: tra il 2004 e il 2005 collaborò con il gruppo Notturno alla “Festanebbia”, esperienza poi approdata alla Biennale di Venezia. Come ha ricordato Beppe Finessi, Ferreri aveva la capacità di anticipare il proprio tempo, spiazzando i contemporanei e arrivando prima degli altri.
Laureato al Politecnico di Milano nel 1981, Ferreri aveva lavorato accanto a maestri come Angelo Mangiarotti e Marco Zanuso, e soprattutto a Bruno Munari, di cui fu allievo prediletto. Da Munari aveva appreso il gusto per l’ironia, la semplicità e la capacità di lasciare sempre uno spazio di libertà a chi osserva e utilizza un’opera. Designer e architetto “con la testa e con le mani”, nel 2020 aveva ricevuto il Compasso d’oro alla carriera.
La sua ricerca attraversava discipline diverse: dalla grafica alle piccole architetture, dalla sperimentazione con materiali e suoni ai progetti legati alla sostenibilità. Tra le sue opere, la Casetta del Viandante e una casa in cemento realizzata con la tecnologia della stampa 3D. Portava avanti un’idea di sostenibilità concreta, coerente con il suo modo di intendere il progetto: uno strumento per risolvere problemi, con intelligenza, leggerezza e libertà.
Fiorenzo Cariola





























