MANTOVA È una sensazione di gioia mista a incredulità, quella che si trova a vivere il Mantova in questo mirabolante inizio di stagione. Che ci fossero i presupposti per un’annata meno sofferta delle precedenti, lo si poteva intuire. Ma che i biancorossi guardassero tutti dall’alto (assieme al Palermo) dopo quattro giornate – e non per grazia ricevuta – nessuno osava prevederlo. Quattro giornate, appunto. Sono pochissime, se consideriamo che ce ne attendono altre 34. Ma sono sufficienti per misurare il valore di una squadra. Non sappiamo se questo Mantova saprà confermarsi a livelli così alti per tutta la stagione. Abbiamo però il sospetto che possa riuscirci. Per le qualità tecniche, tattiche e caratteriali mostrate fin qui – e che non c’è ragione di perdere strada facendo. L’unica incognita, oltre alla crescita delle avversarie che prima o poi si paleserà, è legata a come verranno gestiti i primi affanni, che inevitabilmente verranno. Su questo tasto batte non da oggi Francesco Modesto, e fa bene. Equilibrio e umiltà sono parole che l’allenatore biancorosso ripete spesso e volentieri. I destinatari sono i suoi giocatori, ma anche l’ambiente circostante – per quanto possa essere “addomesticata” una piazza passionale e istintiva come quella mantovana. In ogni caso, è doveroso godersi il momento. Va bene la prudenza, ma non si può far finta di nulla.
Il match con la Sampdoria ha evidenziato un’altra qualità dei biancorossi, sempre più “camaleontici”: la pazienza. L’atteggiamento rinunciatario dei blucerchiati nella prima frazione è stato fronteggiato con intelligenza e maturità dai ragazzi di Modesto. Il Mantova ha cercato spazi liberi con un certosino lavoro ai fianchi. Non li ha trovati ma non si è perso d’animo e, quando nel secondo tempo la partita si è vivacizzata, ha saputo colpire e mostrare la sua parte più sbarazzina. Per la prima volta in campionato, non ha subìto gol – ma qui un aiutino della buona sorte c’è stato: vedi il rigore sbagliato dalla Samp. Ruocco non fa più notizia. Stupisce semmai Castellini al primo posto nella classifica degli assist-man: quello servito allo stesso Ruocco per l’1-0 è il terzo in quattro partite: come lui solo Favilli dell’Avellino (che però è un attaccante). Conforta anche la crescita dei nuovi: da Tomasevic a Ilie, fino al sorprendente Longonda, autore del 2-0 (ma non solo). All’appello manca Gliozzi, verso il quale i tifosi cominciano a mostrare una preoccupante insofferenza. In questi casi, di solito, un gol risolve tutto. E comunque il ragazzo ha spalle forti ed esperienza sufficiente per non farsi travolgere dalle critiche.
Domenica prossima il calendario offre una nuova allettante opportunità: un’altra gara al Martelli, contro un Pisa reduce dall’1-4 con l’Entella e in campo stasera in Coppa Italia. Questo Mantova non può temerlo.































