Home Cronaca Internati, consegnate 53 medaglie d’onore

Internati, consegnate 53 medaglie d’onore

MANTOVA Mantova ha commemorato ieri mattina gli internati italiani deportati nei campi di concentramento tedeschi durante la Seconda guerra mondiale. Le celebrazioni si sono tenute all’Auditorium del Conservatorio “Lucio Campiani”, su iniziativa della prefettura di Mantova, in occasione della Giornata nazionale istituita con la legge numero 6 del 13 gennaio 2025.

Legge che all’articolo 1 stabilisce: “La Repubblica riconosce il 20 settembre di ciascun anno, giorno nel quale nel 1943 Hitler modificò la condizione dei prigionieri di guerra italiani catturati dopo l’armistizio dell’8 settembre in quella di internati militari, quale «Giornata degli internati italiani nei campi di concentramento tedeschi durante la seconda Guerra mondiale», al fine di conservare la memoria dei cittadini italiani, militari e civili, internati nei campi di concentramento, ove subirono violenze fisiche e morali e furono destinati al lavoro coatto, a causa del proprio rifiuto di collaborare con lo Stato nazionalsocialista e con la Repubblica sociale italiana dopo l’armistizio dell’8 settembre 1943.
La Giornata ha anche lo scopo di onorare la memoria di tutti i militari italiani uccisi a causa del rifiuto di collaborare con lo Stato nazionalsocialista e con la Repubblica sociale italiana, dopo l’armistizio”.

Durante la cerimonia, il prefetto Roberto Bolognesi ha proceduto alla consegna di 53 Medaglie d’Onore concesse dal presidente della Repubblica alla memoria di altrettanti militari deportati nei campi di prigionia tedeschi nel corso della Seconda Guerra Mondiale alla presenza dei sindaci dei comuni di residenza degli insigniti e delle autorità provinciali e territoriali. Il prefetto, nel suo breve intervento, rivolgendosi ai presenti, ha sottolineato il significato delle medaglie d’onore, quale forma di “risarcimento morale nei confronti dei cittadini italiani deportati e internati nei lager nazisti durante il secondo conflitto mondiale”, in attuazione di quanto previsto dalla legge 296 del 27 dicembre 2006.

Nella circostanza il prefetto, nel sottolineare il valore morale del riconoscimento, ha altresì evidenziato l’importanza dello studio e dell’approfondimento della Storia, quale imprescindibile strumento, insieme ad altri, per comprendere ed interpretare il presente.