Mantova L’ultimo preziosissimo tassello destinato a completare lo spettacolare mosaico di grandi opere della mostra “Inventare la natura. Leonardo, Arcimboldo, Caravaggio” è arrivato a Palazzo Te.
Si tratta del celebre Autoritratto in veste di Bacco di Caravaggio, proveniente dalla Galleria Borghese di Roma, opera che è stata collocata in Sala dei Capitani, sesta sezione dell’esposizione, intitolata Stupire, in cui viene declinata la duplice valenza di gioco e meraviglia
nella raffigurazione della natura. All’apertura della cassa contenente il prezioso dipinto hanno presenziato, ieri mattina, i curatori della mostra, Barbara Furlotti e Guido Rebecchini, il presidente di Fondazione Palazzo Te, Giovanni Pasetti, il direttore Stefano Baia Curioni, il sindaco Andrea Murari e la dottoressa Lucia Calzona per la Galleria Borghese. All’opera di Caravaggio (Michelangelo Merisi), nota anche come Bacchino malato, datata 1595 c.a., olio su tela, 53 x 67 cm, è associata una lunga storia di indagini diagnostiche e studi per definirne la datazione, le fonti di ispirazione e il significato allegorico. “Un’acquisizione fondamentale per la mostra di cui è sintesi perfetta – ha precisato il presidente Pasetti -. Splendida rappresentazione della meraviglia della natura, della quotidianità della natura stessa, venata da quella sottile inquietudine che si riflette nel volto del Bacchino. Un autoritratto che gli studiosi ritengono molto giovanile e che è stato scelto come immagine simbolo della mostra in cui dialogherà con gli altri gioielli esposti”.
Il direttore Stefano Baia Curioni ha sottolineato l’onore e la gratitudine per le relazioni profonde con la Galleria Borghese, rivelatesi determinanti già in precedenti occasioni, e l’importanza dell’integrazione della mostra di Palazzo Te con le realtà del territorio mantovano, relativamente al tema della natura, valorizzando le loro collezioni museali e naturalistiche.
Da domani fino al 10 gennaio 2027, il Bacchino di Caravaggio sarà protagonista in Sala dei Capitani di una spettacolare “stanza delle meraviglie” insieme a opere di Arcimboldo, Agostino e Annibale Carracci e Teodoro Ghisi e una collezione rinascimentale e barocca di oggetti rari ed esotici.






























