Mantova Il ritorno di Gidon Kremer e la sua Kremerata Baltica offre sempre una imperdibile opportunità per farsi condurre in un’esperienza d’ascolto che coniuga stili ed epoche differenti con originali spunti creativi, frutto di incessante attività di studio e ricerca, ed eccellenti doti interpretative. Così è stato mercoledì sera, in occasione del primo concerto al Teatro Sociale della 34° edizione di Tempo d’Orchestra, con Gidon Kremer, violino solista e maestro concertatore che ha proposto un affascinante percorso cronologico, dal XVII secolo ai giorni nostri, dando ampio spazio alla formazione da lui creata nel 1997. Con questa tournée la Kremerata Baltica festeggia i suoi trent’anni di costante crescita e successi in coincidenza con l’approdo del grande maestro lettone agli ottant’anni. Una grande festa di musica che ha visto protagonista, nella prima parte del concerto, l’organico strumentale in autonomia nell’esecuzione della Battaglia a 10 di Heinrich Ignaz Franz Biber (1644-1704), del Quartetto in la min. di Gustav Mahler (1860-1911) e del Quartetto in fa min. op. 95 di Ludwig van Beethoven nelle versioni per orchestra d’archi. Perfettamente in sintonia con lo spirito e il rigore stilistico del maestro, la Kremerata ha esibito l’ottimo grado di preparazione e la vitalità giovanile di organico in costante rinnovamento che la caratterizzano. Lo ha fatto passando con grande duttilità dalla esuberanza descrittiva di Biber nel rappresentare ironicamente e con inusuali effetti strumentali i contorni di una battaglia, alle forme classiche dei Quartetti di Mahler e Beethoven che, pur nell’enfatizzazione del corpo sonoro, conservano il loro raffinato profilo cameristico. Per il suo ingresso in scena Gidon Kremer ha scelto tre interessanti pagine di autori baltici contemporanei, l’estone A. Kruusmaa, il lettone J. Jančevskis e il lituano A. , di intenso impatto emotivo, strutturate in una riflessiva chiave minimalista. Colori differenti, ma altamente indicati per la magistrale competenza tecnica ed espressiva di Gidon Kremer, con la musica di Astor Piazzolla (1921-1992) interpretata in adesione collettiva agli aspetti emotivi e all’intensità dinamica di Celos & Fuga y Misterio, Tres Minutos con la Realidad e Le Grand Tango. Tre perle che hanno completato il brillantissimo successo del maestro lettone e dei suoi eccellenti strumentisti tra i quali merita una citazione particolare il vibrafonista Andrei Pushkarev. Sono passati diversi anni dalle sue più recenti esibizioni a Mantova, il bianco dei capelli si è fatto più intenso, ma Gidon Kremer conserva intatta la sua capacità di produrre performance d’eccellenza, come in occasione di questo ritorno a Tempo d’Orchestra, accolto dell’entusiastica approvazione del pubblico. Applausi scroscianti per il toccante fuori programma con la celestiale citazione contemporanea dell’eternità della Via Lattea, tema popolare della mitologia lettone.































