Home Eventi Da John Cage al folclore iraniano l’ideale connessione tra musica e danza

Da John Cage al folclore iraniano l’ideale connessione tra musica e danza

Il percorso della rassegna “Inventare la musica”, prodotta da MantovaMusica/Eterotopie in collaborazione con Fondazione Palazzo Te, ha compiuto un nuovo passo nell’esplorazione dei cicli stagionali della natura portando in scena uno stimolante incontro tra musica e movimento corporeo aderente al tema della mostra “Inventare la natura” allestita a Palazzo Te. Con il titolo “Le stagioni”, il pianista Leonardo Zunica e la Compagnia Juvenis Danza hanno dato vita ad un evento multisensoriale basato sull’originale scrittura pianistica per balletto di John Cage e sulle citazioni di melodie tradizionali persiane ispirate al mutare delle stagioni del musicista iraniano, mantovano d’adozione, Alireza Gholamianoghami. Dopo l’apertura di Leonardo Zunica con l’ipnotica ciclicità e le delicate dinamiche di “In a landscape” di Cage, sulle note di “The Seasons” dello stesso autore statunitense ha preso vita l’azione scenica di tre danzatici – Monica Zanotti, Carlotta Pozza, Laura Rovizzi – proiettata verso una curata adesione del movimento fisico al clima lirico e alla forma descrittiva della composizione. Concepita da John Cage espressamente per pianoforte e balletto, l’opera ha l’intento di imitare la natura nel suo mutare che, nel succedersi delle stagioni, presenta un’ampia tavolozza di emozioni e suggestioni. Terreno ideale, quindi, per le mirate coreografie di Giovanna Venturini e Greta Bragantini, altrettanto coerenti al dettato musicale di Alireza Gholamianoghami che, con il suo progetto Jāygāh ha proposto una estemporanea combinazione di brani tradizionali iraniani e sue composizioni in prima assoluta. Virtuoso del tar, tipico strumento a corde della tradizione mediorientale dalla caratteristica doppia cassa armonica a forma di otto, Gholamianoghami ha costituito un affascinante tappeto sonoro caratterizzato da suggestive tracce melodiche su un accompagnamento marcatamente ritmico che ha offerto a Simone Bitto, Federico Gambarini e Ilaria Provato la possibilità di esprimere attraverso l’azione fisica coordinata e individuale la capacità della danza di interpretare simbolicamente il significato profondo della musica. A sancire il successo dell’evento e dei protagonisti, Sala dei Cavali gremita e la calorosa manifestazione di apprezzamento del pubblico, conquistato dall’avvincente sinergia tra espressioni artistiche. (gmp)