Barriere architettoniche: Aci e Pra off limits per i disabili

MANTOVA  In tempi recenti è sempre più comune vedere persone che paiono almeno di facciata prendere posizioni forti in merito all’abbattimento delle barriere architettoniche. Eppure, in una città come Mantova, si è talvolta costretti tuttora ad interfacciarsi con situazioni di dubbio gusto per coloro che sono affetti da una disabilità. Questo è quanto accaduto a Tiziana Siciliani. La stessa ha prenotato un appuntamento presso gli uffici del PRA che si trova al primo piano e Dell’Aci al secondo che si trovano in Via Principe Amedeo. Il centro città presenta già di per sé alcune difficoltà. La tutela del patrimonio artistico sembra in alcuni casi prioritaria rispetto alla possibilità di potersi muovere agevolmente. Rappresenta un indubbio grattacapo per i normo dotati e diventa una montagna insormontabile per i disabili. Tiziana è costretta a muoversi perlopiù in sedia a rotelle a seguito di poliomielite e quando si è presentata all’appuntamento per u passaggio di proprietà si è trovata dinnanzi a due rampe di scale, sprovviste di scorrimano o di un ascensore o un montascale che potesse permetterle di accedere. “Mi sono sentita discriminata. Quella rampa rappresenta un pericolo ed un ostacolo per me ma anche per persone anziane che possono avere difficoltà a deambulare. È un diritto di tutti avere l’opportunità di muoversi agevolmente, specie se la necessità è quella di avere accesso ad un ufficio pubblico. Ci tengo tuttavia a sottolineare che il personale presente quel giorno si è reso disponibile con gentilezza ed educazione per aiutarmi ed hanno loro chiesto lo spostamento dello stesso ma invano. Questo però non basta. Sono le istituzioni a dover intervenire. Lo stabile in oggetto ha una larghezza sufficiente per renderlo fruibile a tutti. Avrei potuto scegliere un ufficio privato ma voglio poter scegliere dove svolgere eventuali pratiche burocratiche che in quanto cittadina mi ritrovo a dover fare”. Il territorio non è pensato per il disabile e ciò chiaro in ogni contesto e momento della quotidianità. “Non è possibile che chi si trova nella mia situazione debba sempre sentirsi mortificato. Mi è accaduto qualcosa di simile anche all’Inps. Quando ho avuto necessità di andare al bagno mi è stata chiesta la carta d’identità. Sono stati fatti dei passi avanti ad esempio a Palazzo Ducale. All’interno dell’edificio è possibile muoversi agevolmente ma va tenuto in conto che il percorso che porta allo stesso è tutto fuorché inclusivo. Non si tratta di voler deturpare il patrimonio architettonico, lungi da me voler avanzare richieste che possano rovinare l’ambiente circostante. Riguarda piuttosto di pari opportunità e permettere a tutti di godere di questo luogo”. In tal senso, esiste la legge 13 del 1989 che prevede la demolizione degli ostacoli fisici per garantire l’accessibilità a persone con ridotta o impedita capacità motoria o sensoriale.