MANTOVA Con meno di 40 fattorie sociali in tutta la regione, delle quali appena due in provincia di Mantova, spazi di crescita per coniugare agricoltura e assistenza ce ne sono. Un’agricoltura che non solo è in grado di produrre – e bene – ma che è uno strumento fondamentale per aiutare, sostenere, accompagnare adolescenti e adulti con fragilità. E un’alleanza fra mondo agricolo, terzo settore e istituzioni è possibile. È emerso ieri sera al convegno organizzato a Palazzo Te da Coldiretti Mantova, in occasione del terzo appuntamento dedicato alle “Metamorfosi”, percorso ideato per celebrare i primi 500 anni di vita della reggia giuliesca e il suo profondo legame con ambiente, paesaggio, agricoltura e allevamento. La famiglia Gonzaga per molti anni vendette ai reali inglesi cavalli conosciuti per morfologia e prestanza, allevati anche nelle scuderie di palazzo Te.
Il tempo dell’attesa dell’agricoltura, “legata ai ritmi delle stagioni, ma con opportunità che vanno oltre la produzione e che, grazie alla legge di orientamento agricolo, possono contare su diverse forme di multifunzionalità, compresa appunto quella dell’agricoltura sociale”, dice il presidente di Coldiretti Mantova, Fabio Mantovani, a Palazzo Te insieme al direttore Giuseppe Ruffini, ideatore del ciclo “Metamorfosi”, che ha coinvolto negli appuntamenti precedenti lo psichiatra di fama mondiale Vittorino Andreoli e il professor Franco Cesaro, fondatore e consulente di Cesaro & Associati con sedi a Verona, Trento e Brescia per parlare di passaggio generazionale, grande sfida del comparto agricolo (e non solo).
Ad aprire il confronto sulle “nuove fragilità”, è stato il professor Amedeo Bezzetto, psicologo e psicoterapeuta, responsabile dell’area riabilitativa adolescenti dell’ospedale Villa Santa Giuliana di Verona, che ogni anno entra in contatto con “250 famiglie che stanno in apprensione”. Rispetto al passato, sostiene il professor Bezzetto, “gli adolescenti sono più fragili, sono più isolati, sempre più valutati per obiettivi, risultati, performance”. Un’adolescenza, di per sé fase della vita che gli psicologi identificano come una seconda nascita, basata più sui traguardi raggiunti che non sulle esperienze di vita che sono fondamentali per crescere e affermarsi.
Colpa anche dei social e dei cellulari, strumento che per Bezzetto “è inutile nella preadolescenza e anche dopo deve essere valutato caso per caso”. Anche l’incremento delle diagnosi di autismo, aumentate del 370% negli ultimi 20 anni, potrebbe essere ricondotto all’abuso di cellulari e smartphone.
L’agricoltura sociale, la campagna anche come ambiente e paesaggio sono particolarmente utili da un lato aiutare per “disintossicare” da un utilizzo eccessivo dei device elettronici, che possono portare a situazioni di isolamento, dall’altro lato per aiutare soggetti fragili, ma anche disabili, con percorsi di crescita e di sostegno per migliorare e approdare il più possibili all’autosufficienza e al mondo del lavoro.
È il caso di Corte Margonara, dove “accompagniamo nella crescita diversi ragazzi”, spiega Sofia Montani, coordinatrice del Servizio di formazione dell’autonomia, accompagnata da un gran numero di giovani che vivono la dimensione della socialità e della crescita delle competenze nei due siti operativi nel mantovano.
Mano tesa per collaborare e promuovere un nuovo percorso per rilanciare le fattorie sociali da parte dell’assessore regionale all’Agricoltura, Alessandro Beduschi, che sottolinea “le opportunità della multifunzione, che hanno inaugurato un modo nuovo di fare agricoltura, oltre la produzione, ma verso forse di servizi socio-assistenziali”. E disco verde anche da parte di Ilaria Marzi, direttore sociosanitario di Ats Val Padana, che pone l’attenzione sulla necessità di “creare una rete fra aziende agricole, operatori del terzo settore e istituzioni”. “Sappiamo che può non essere semplice costruire un percorso assistenziale – precisa Marzi – ma unendo le forze le aziende agricole possono definire un progetto valido, con l’aiuto delle imprese del terzo settore”. Sostenendo così la cura di soggetti fragili, anche alla luce delle evidenze cliniche, in base alle quali è emerso che pazienti che hanno potuto vivere esperienze nel verde e in agricoltura hanno ridotto l’uso di farmaci in terapia.
Fattorie sociali come opportunità anche gli agriturismi, secondo Eleonora Masseretti, presidente di Terranostra Lombardia, sono pronti a cogliere. “I nostri agriturismi hanno la capacità di promuovere e sostenere i territori rurali, ma anche di aggregare i territori e le comunità, offrendo un percorso di crescita in grado di coinvolgere agricoltori e soggetti fragili”.







































