MANTOVA – «Questa legge è un atto di civiltà e giustizia per tutte quelle donne che per troppo tempo hanno sofferto in silenzio, tra l’indifferenza e lo scetticismo. Oggi la Lombardia riconosce ufficialmente che il dolore pelvico cronico non è un’invenzione né un tabù, ma una condizione reale, debilitante e meritevole di attenzione medica, soiale e istituzionale». Lo dichiara il consigliere regionale di Fratelli d’Italia Paola Bulbarelli riguardo al Progetto di legge numero 43, dedicato alla prevenzione, diagnosi e trattamento del dolore pelvico cronico e delle patologie correlate, approvato all’unanimità in Consiglio regionale. Il provvedimento rappresenta una pietra miliare nel percorso di riconoscimento di patologie che colpiscono centinaia di migliaia di donne lombarde, spesso giovani. «Quello che abbiamo costruito con questa legge – sottolinea Bulbarelli – è un sistema di risposte concrete: una rete regionale dedicata alla diagnosi e cura dei disturbi neuroginecologici, un Osservatorio per il monitoraggio epidemiologico e l’efficacia delle politiche sanitarie, percorsi formativi per i medici, campagne informative, bandi di ricerca e iniziative nelle scuole, oltre a un vero supporto psicologico e assistenziale per le pazienti e le loro famiglie». Tra gli elementi centrali anche il potenziamento del ruolo dei consultori e della sanità territoriale, insieme alla valorizzazione di professionalità dedicate.








































