MANTOVA – Un normale controllo stradale si è trasformato in un inseguimento da film per le vie di Mantova, mettendo a serio rischio l’incolumità di agenti e cittadini. Un cittadino marocchino di 30 anni, pluripregiudicato e residente nell’hinterland, è stato infine identificato e denunciato a piede libero. Dovrà rispondere del reato di “fuga pericolosa”, una fattispecie introdotta di recente nel codice che prevede pene severissime.
L’allarme e lo speronamento in via Trento
Tutto è iniziato nella mattinata dello scorso 13 agosto, quando i sistemi tecnologici di lettura targhe in dotazione alla Polizia Locale hanno segnalato il transito di un’autovettura sospetta. Una pattuglia in servizio di perlustrazione ha agganciato il veicolo, affiancandosi e intimando l’alt al conducente.
L’uomo ha finto di adeguarsi all’ordine, guidando fino al parcheggio di via Trento. Lì, anziché spegnere il motore, ha accelerato bruscamente. Nel tentativo di bloccarlo, i due agenti sono scesi rapidamente dal mezzo di servizio per sbarrargli la strada, ma il fuggitivo, senza curarsi della loro presenza, ha speronato volontariamente l’auto della Polizia Locale infilandosi in uno spazio strettissimo tra i veicoli in sosta, per poi sparire a tutta velocità.
L’inseguimento e la decisione degli agenti
È nato così un pericoloso inseguimento che ha attraversato l’asse viario cittadino: viale Pitentino, il Cavalcavia e l’area di Dosso del Corso, fino al confine con il territorio di Montanara. Durante la folle corsa, l’auto ha superato le vetture in coda, invaso la corsia opposta e percorso lunghi tratti contromano.
Arrivati al confine comunale, considerata l’elevata velocità e il rischio concreto per la sicurezza degli altri automobilisti, gli agenti hanno preso la decisione responsabile di interrompere l’inseguimento visivo, mantenendo però i contatti radio con la Centrale Operativa e le altre forze dell’ordine.
Le indagini e la cattura
L’intervento sul campo si è immediatamente trasformato in una serrata attività investigativa. Elemento chiave per la svolta sono stati gli occhi degli agenti, che avevano visto chiaramente in faccia il conducente pochi istanti prima della fuga, quando i finestrini erano abbassati.
Incrociando i dati del sistema di videosorveglianza con le banche dati dei soggetti noti alle forze dell’ordine, gli investigatori sono risaliti al trentenne. L’uomo è stato rintracciato poche ore dopo a Porto Mantovano grazie alla collaborazione con i Carabinieri della stazione locale. Accompagnato prima alla Polizia Scientifica della Questura per i rilievi di rito e poi negli uffici di via Ariosto, il soggetto – che ha negato ogni addebito – è stato deferito a piede libero.
Le reazioni e i risvolti legali
Il trentenne rischia grosso: il reato di fuga pericolosa prevede infatti la reclusione da sei mesi a cinque anni, la sospensione della patente da uno a due anni e la confisca del veicolo.
Il Comandante della Polizia Locale, Paolo Perantoni, ha lodato la gestione dell’evento: “Voglio sottolineare la professionalità degli agenti, che hanno mantenuto la lucidità proteggendo la sicurezza pubblica e trasformando subito l’intervento in un’efficace attività d’indagine”. Alle sue parole si sono unite quelle dell’assessore alla Polizia Locale, Davide Provenzano: “Un intervento che dimostra l’importanza del presidio del territorio e la capacità di agire con equilibrio anche nelle situazioni più delicate. Ringrazio gli agenti per aver tutelato la nostra comunità anche a rischio della propria incolumità”.































