MANTOVA – Tutelare e valorizzare i mulini storici significa preservare l’identità agricola e culturale del Mantovano. Il tema è stato al centro dell’incontro organizzato a Castiglione Mantovano, nella riseria Schiavi, la più antica della provincia, costruita per volere dei Gonzaga nel 1687 e ancora attiva. La famiglia produce oggi riso vialone nano e carnaroli con impianti tecnologicamente avanzati che hanno sostituito la vecchia pila da riso. L’iniziativa, promossa dall’Associazione Italiana Amici dei Mulini Storici e dalla Regione Lombardia, rientra nella prima Settimana dei Mulini Storici, istituita dopo l’approvazione della legge regionale dedicata alla valorizzazione di questo patrimonio. La giornata è iniziata con la dimostrazione del funzionamento delle macchine e della lavorazione del riso a cura del proprietario Piero Schiavi, seguita dagli interventi istituzionali dell’assessore di Roverbella Filippo Nobis, dei consiglieri regionali Paola Bulbarelli e Alessandra Cappellari e dell’europarlamentare Paolo Inselvini. Bulbarelli ha sottolineato l’importanza di scegliere riso locale, valorizzandone provenienza, tracciabilità e qualità, sostenendo così le aziende agricole e la filiera mantovana.
Cappellari ha illustrato la legge regionale, che prevede il censimento dei mulini storici, funzionanti e non. “Sono stati stanziati 600 mila euro per il periodo 2026-2028 – ha precisato -. L’obiettivo è favorire la riattivazione dei mulini e inserirli in itinerari culturali, enogastronomici e turistici”. Il programma si è concluso con una tavola rotonda, degustazioni di ricette tradizionali mantovane a base di riso e visite guidate alla riseria.

































