MANTOVA – Un bonifico istantaneo da oltre 30mila euro, effettuato nella convinzione di mettere al sicuro i propri risparmi, ma finito in realtà nelle mani di truffatori. È quanto accaduto a un cittadino mantovano, raggirato da un gruppo di persone che avrebbe fatto leva sulla paura di perdere il proprio denaro e sulla fiducia nelle istituzioni. Al termine delle indagini, la Polizia di Stato di Mantova ha denunciato sei persone ed eseguito una serie di perquisizioni nelle abitazioni degli indagati ad Acerra, Castel Volturno e Napoli.
L’operazione è stata condotta dalla sezione operativa per la sicurezza cibernetica della Polizia Postale virgiliana, con il supporto dei centri operativi per la sicurezza cibernetica di Milano e Napoli. Nel corso delle perquisizioni sono stati acquisiti materiali e documenti ritenuti utili per approfondire la vicenda. Secondo la ricostruzione degli investigatori, la truffa è stata organizzata attraverso una serie di telefonate studiate per convincere la vittima a seguire le istruzioni dei malviventi.
Il primo contatto è arrivato da un falso operatore del servizio antifrode della banca, che ha segnalato presunte operazioni sospette sul conto corrente, prospettando il rischio di ulteriori movimenti fraudolenti. Durante la conversazione, il sedicente operatore ha anticipato anche una successiva telefonata da parte della polizia. Poco dopo, sul cellulare del cittadino è comparsa una chiamata apparentemente proveniente dalla questura di Mantova. In realtà, a venire utilizzata è stata la tecnica dello spoofing, che consente di falsificare il numero visualizzato sul display e farlo apparire riconducibile a un ente o a un ufficio ufficiale.
L’interlocutore si è presentato come un appartenente alla Polizia di Stato, sostenendo che fossero in corso indagini su alcuni dipendenti infedeli della banca presso cui la vittima aveva il conto. Con il pretesto di collaborare alle verifiche e proteggere il denaro, l’uomo è stato indotto a seguire precise istruzioni.
I falsi operatori lo hanno tenuto costantemente al telefono, insistendo sulla necessità di agire rapidamente e invitandolo a non parlare con il personale della banca in quanto, secondo la loro versione, avrebbe potuto essere coinvolto nella presunta frode. Convinto di proteggere i propri risparmi e di contribuire alle indagini, il cittadino si è recato in filiale e ha disposto un bonifico istantaneo di oltre 30mila euro. La consapevolezza di essere stato raggirato è arrivata soltanto in un secondo momento, quando l’uomo ha contattato la Polizia Postale. Gli accertamenti successivi hanno quindi consentito agli investigatori di ricostruire il percorso del denaro attraverso l’analisi della documentazione bancaria e delle immagini dei sistemi di videosorveglianza. Una volta accreditate sul conto destinatario, le somme sono state rapidamente frazionate e trasferite su più rapporti finanziari. Una parte del denaro è stata poi prelevata in contanti presso diversi uffici postali tra le province di Napoli e Caserta. Le immagini raccolte durante le indagini hanno così documentato i rapidi spostamenti dei soggetti da uno sportello automatico all’altro e tra differenti punti di prelievo, in una sequenza di operazioni finalizzata a recuperare la maggiore quantità possibile di denaro in poco tempo.
Nel corso delle verifiche, gli investigatori sono riusciti a bloccare 3mila euro prima che potessero essere prelevati o trasferiti su altri conti. La somma è stata quindi sottoposta a sequestro. La Polizia di Stato rinnova l’invito a prestare la massima attenzione alle telefonate di sedicenti operatori bancari o appartenenti alle forze dell’ordine, anche quando il numero visualizzato sul cellulare sembra autentico. Il principio da ricordare è semplice: nessun appartenente alle forze di polizia chiede di effettuare bonifici o prelievi per mettere al sicuro il proprio denaro.
In caso di chiamate sospette, il consiglio è quindi di interrompere immediatamente la conversazione e contattare direttamente la propria banca o le forze dell’ordine utilizzando esclusivamente i recapiti ufficiali. Segnalare tempestivamente ogni richiesta anomala può contribuire a evitare la perdita dei propri risparmi e a consentire un intervento più rapido delle autorità.



























