MANTOVA Quella del gioco d’azzardo è una malattia conclamata, ludopatia è il suo nome, e nel territorio di Ats Val Padana, ovvero nelle province di Mantova e Cremona, sono oltre 242 milioni di euro quelli lasciati sul tavolo del gioco d’azzardo nel 2025. I numeri, freddi e impietosi, fotografano una realtà che sul territorio ha ormai i tratti dell’emergenza sociale. Nel Mantovano il gioco d’azzardo non conosce crisi, anzi, si conferma un motore economico tanto mastodontico quanto distruttivo. Secondo l’ultima Relazione sul settore dei giochi pubblici presentata dal Ministero dell’Economia e delle Finanze (Mef), nel corso del 2025 i cittadini della provincia di Mantova hanno lasciato sul tavolo la cifra monstre di 115,75 milioni di euro. Denaro netto, andato in fumo tra slot machine, gratta e vinci e piattaforme digitali. Nel derby dell’Agenzia di Tutela della Salute Mantova supera Cremona per volume totale raccolto: nel 2025 i flussi di denaro inseriti nelle fessure delle macchinette o puntati sui tavoli verdi virtuali hanno raggiunto i 793,24 milioni di euro. Una cifra nettamente superiore ai “cugini” cremonesi, fermatisi a 751,9 milioni. A salvare parzialmente i portafogli dei giocatori virgiliani è stato solo il meccanismo delle vincite erogate (pari a 677,49 milioni), che ha permesso di contenere le perdite complessive a circa 5 milioni in meno rispetto alla provincia di Cremona. Analizzando la scomposizione dei dati emerge chiaramente dove si concentri la spesa dei mantovani. Il nemico pubblico numero uno per i bilanci familiari restano le Awp, le tradizionali slot machine capillarmente diffuse nei bar e nelle sale giochi del territorio. Da sole, le Awp hanno drenato oltre 45,1 milioni di euro di perdite. Subito dietro, a pari merito, si piazza una micidiale doppietta: le lotterie istantanee (i Gratta e Vinci) e le Vlt (le videolottery, i terminali di gioco più evoluti presenti nelle sale dedicate), capaci di strappare 16,6 milioni di euro ciascuna. Proprio il dato delle Vlt mantovane si rivela sensibilmente più alto rispetto a quello registrato nel Cremonese, evidenziando una forte propensione locale verso il gioco nelle sale specializzate. Chiudono la top-five il tradizionale gioco del Lotto (con 10,9 milioni persi) e l’universo dei giochi di abilità online. Se le slot fisiche presidiano il territorio, la vera frontiera silenziosa è quella digitale. I dati del Mef confermano che la tendenza all’azzardo virtuale nel Mantovano è ormai strutturale. Già nel 2024 la provincia aveva registrato perdite per 20,44 milioni di euro nel solo comparto online, tallonando da vicino i dati di Cremona (20,75 milioni) in un sostanziale equilibrio digitale. Nel 2025, i soli giochi di abilità online (come poker, casinò virtuali e betting exchange) hanno generato nel Mantovano perdite superiori ai 15 milioni di euro, superando la sponda cremonese.































