MANTOVA A oltre due secoli dall’assedio che segnò uno dei momenti più drammatici della storia di Mantova, Palazzo Te è tornato a raccontare quella pagina del passato attraverso una giornata di rievocazione storica dedicata agli eventi del 1796-1797. L’iniziativa ha trasformato le sale e i cortili della reggia giuliesca in un vero e proprio percorso narrativo, capace di riportare i visitatori nel clima dei lunghi mesi in cui Mantova fu stretta dall’esercito napoleonico.
La scelta del luogo non è casuale. Proprio tra queste mura restano ancora oggi tracce materiali di quel periodo: graffiti incisi dai soldati sulle pareti della Sala dei Giganti e documenti d’archivio che ricordano quando il palazzo venne utilizzato come caserma. Da questi segni è partita la ricostruzione proposta dai rievocatori dell’Associazione cultura e Rievocazione Imperi insieme alla cooperativa Charta. La giornata si è articolata in diverse tappe, pensate per accompagnare i visitatori all’interno della vicenda storica. Nel cortile d’onore è stato introdotto il contesto militare dell’epoca, nella sala dei Capitani la cooperativa Charta ha raccontato la vita cittadina durante l’assedio attraverso dei documenti mentre nella Sala dei Cavalli artiglieri in uniforme austriaca hanno mostrato palle di cannone simili a quelle che colpirono la città. Nella Loggia di Davide si è parlato dei protagonisti militari della campagna italiana, da Napoleone ai generali coinvolti nell’assedio. La Sala dei Giganti, invece, è diventata lo spazio per dimostrazioni sul funzionamento dei fucili d’epoca e per il racconto delle battaglie combattute nei dintorni di Mantova, tra cui quella della Favorita.
Al mattino l’iniziativa ha coinvolto circa trecento studenti provenienti da diversi istituti del territorio come Bonomi Mazzolari, Fermi, Enaip, Forma Mantova, mentre nel pomeriggio il percorso è stato replicato per gruppi di visitatori adulti con circa 150 partecipanti. Attraverso testimonianze, oggetti e letture di documenti, il pubblico ha potuto comprendere la durezza dei nove mesi di assedio: la paura dei bombardamenti, la fame crescente che costrinse cittadini e soldati a nutrirsi prima di cavalli e buoi, poi perfino di animali randagi, e le malattie che colpirono la popolazione.
La rievocazione ha voluto proporre uno sguardo storico, basato sui diari e sulle fonti dell’epoca, lontano da qualsiasi intento celebrativo. Grande attenzione è stata dedicata anche alla ricostruzione degli abiti e degli accessori militari, riprodotti fedelmente grazie a ricerche e al lavoro di artigiani specializzati.
L’iniziativa, organizzata in occasione del 230° anniversario dell’assedio, si è svolta con il patrocinio del Comune di Mantova, del sito Unesco di Mantova e Sabbioneta e di Mantova Città d’Arte e di Cultura. Il successo di pubblico lascia aperta la possibilità che l’esperienza non resti isolata, ma possa diventare in futuro un nuovo appuntamento dedicato alla storia della città.









































