MANTOVA La protesta per il sostanziale fallimento della “Flotilla” internazionale pro-Palestina (bloccata dalla marina israeliana in acque non sue) viene a sommarsi a altre istanze di ordine sociale e economico (blocco di salari e pensioni, stanziamenti per scuole e sanità) per giustificare lo sciopero anti-governativo di 8 ore indetto per oggi dalla Cgil col sostegno di altre forze politiche di centrosinistra. La manifestazione, come annunciato dal segretario provinciale Cgil Michele Orezzi si organizzerà dalle ore 15 di oggi partendo da piazzale Gramsci.
Già nelle prime ore di ieri striscioni di solidarietà al popolo palestinese sono apparsi davanti a diversi istituti scolastici della città: il liceo d’Arco-d’Este, il liceo Virgilio e il liceo Giulio Romano. A firmare l’iniziativa, studenti e studentesse auto-organizzate che si preparano alla manifestazione odierna e a quella nazionale di domani in occasione dello sciopero generale, e che denunciano il silenzio e la complicità delle istituzioni di fronte al genocidio in corso nella Striscia di Gaza.
Sulle iniziative di protesta si sono unite le parole dello stesso sindaco Mattia Palazzi rimasto coinvolto, suo malgrado, nei disagi di ieri. «Puoi condividere o meno le motivazioni della Flotilla, ma di fronte alla quotidiana disumanità perpetrata dalla destra di Israele un presidente del consiglio non dovrebbe gettare benzina sul fuoco. Meloni io non l’ho votata, ma è anche la mia presidente del consiglio». Eppure, ferma riprovazione è espressa da Palazzi anche per gli atti di vandalismo e di ostruzionismo: i manifestanti «dovrebbero capire che ottengono l’effetto contrario verso le persone, come coloro che stanno occupando i binari in stazione a Firenze», dove il sindaco è rimasto fermo due ore sul treno








































