Rischio usura: a Mantova più 7,2% di imprese in sofferenza

MANTOVA  Con l’avvicinarsi delle festività natalizie, come ogni anno, aumenta il rischio di usura. Nelle settimane che precedono il 25 dicembre, infatti, molte famiglie italiane ricorrono al credito al consumo (prestiti personali, dilazioni di pagamento, “buy now, pay later” e rateizzazioni), per far fronte alle spese legate ai regali e ai consumi natalizi. L’incremento delle spese coinvolge anche gli artigiani e i piccoli commercianti che, a differenza dei lavoratori dipendenti e dei pensionati, non dispongono né di entrate certe né della tredicesima mensilità. In altre parole, le festività generano pressioni sociali – regali, cene, doni e impegni percepiti spesso come “necessari”, anche a chi si trova in difficoltà economiche. Tale situazione induce molte persone a ricorrere a prestiti per non deludere le aspettative, determinando un aumento dell’accesso al credito che frequentemente assume anche forme illegali. A dirlo è l’Ufficio studi della Cgia. Secondo i dati aggiornati al 30 giugno 2025, le aziende italiane in sofferenza hanno superato quota 122.000, con un incremento del 3,6% rispetto all’anno precedente. Il Mezzogiorno rimane l’area più colpita, con 42.032 imprese insolventi (+6,3%), ma non mancano segnali di difficoltà anche nel Nordest. Tra le province lombarde, Mantova registra la seconda peggior performance, con un aumento delle imprese in sofferenza del 7,2% in un anno: da 752 a 806 unità. Il nostro territorio si piazza al 32° posto di questa triste classifica, con un tasso di crescita di imprese insolventi che è il doppio di quello nazionale e sette volte quello lombardo.

Si tratta di un fenomeno che riguarda soprattutto lavoratori autonomi, artigiani e piccoli imprenditori, costretti spesso a ricorrere a forme alternative di credito a causa della loro impossibilità di ottenere finanziamenti dalle banche. “Questa condizione aumenta il rischio di usura”, sottolinea la Cgia, anche se le denunce per episodi di usura risultano in calo, complici intimidazioni e vergogna nel rivolgersi alle autorità, soprattutto nei piccoli centri.

A livello nazionale, Roma guida la classifica delle province con più imprese in sofferenza (10.664), seguita da Milano (7.009) e Napoli (6.737). Tra le peggiori in termini percentuali spiccano Grosseto (+20,9%), Arezzo (+18,7%), Siena (+17,2%) e Siracusa (+15,8%). Mantova, con il +7,2%, si colloca quindi in una posizione critica all’interno della Lombardia, evidenziando come la stretta creditizia e i mancati pagamenti dei committenti possano avere effetti diretti sulla sopravvivenza delle piccole aziende.

Secondo la Cgia, molti imprenditori finiscono nella black list della Centrale dei Rischi non per cattiva gestione, ma a causa della difficoltà di riscuotere regolarmente crediti o dei fallimenti dei propri clienti. L’associazione chiede quindi il potenziamento delle risorse del “Fondo di prevenzione dell’usura”, unico strumento di sostegno concreto per chi si trova in questa condizione di vulnerabilità.