Scaietta: “Il patrimonio artistico non vive di ricordi, ma di persone che se ne prendono cura”

MANTOVA  «Il patrimonio artistico non vive di ricordi, ma di persone che se ne prendono cura». Con queste parole Italo Scaietta, presidente degli Amici di Palazzo Te e dei Musei Mantovani, riassume la missione di un’associazione che da quasi trent’anni si dedica a restaurare, proteggere e valorizzare i tesori artistici della città. Con 550 soci attivi, l’associazione non è soltanto un punto di riferimento culturale, ma anche un motore di iniziative”.
Presidente Scaietta, come è nata l’associazione?
«Tutto è cominciato quasi per caso. Nel 1988, pur lavorando in ambito finanziario, ho deciso di diventare guida turistica per passione. Formato dalla storica dell’arte Antonia Corbellani, ho iniziato a esplorare Mantova con occhi diversi. Con alcuni colleghi guide, abbiamo dato vita a un comitato culturale per approfondire i musei meno noti. Il riscontro fu enorme e nel 1997 abbiamo fondato l’associazione, unendo Palazzo Te e i musei mantovani in un’unica rete».
Il nome dell’associazione richiama uno dei simboli di Mantova, Palazzo Te. Qual è oggi il vostro rapporto con questo monumento?
«Palazzo Te è il nostro cuore pulsante. Fin dall’inizio, il conservatore Ugo Bazzotti ci ha chiesto di collaborare per promuovere eventi e aperture straordinarie. Ancora oggi organizziamo visite guidate, serate a tema e mostre, ma la nostra attenzione si estende anche ad altri siti della città e della provincia, per creare una rete culturale più ampia».
Negli anni avete promosso restauri importanti, come quello della Madonna della Vittoria e delle Pescherie di Giulio Romano. Qual è la sfida attuale?
«La sfida più recente è il recupero dell’ex chiesa di San Cristoforo, ottenuta grazie a un bando del Demanio. È un progetto ambizioso da 800 mila euro, in sette anni di tempo, che include anche un percorso di reinserimento sociale: con il carcere di Mantova abbiamo formato detenuti come giardinieri e muratori per lavorare al restauro. È un modo concreto per restituire bellezza alla città e offrire una seconda possibilità a chi ne ha bisogno».
Le Pescherie di Giulio Romano sono state uno dei vostri progetti più significativi. Cosa le ha spinte a intervenire su questo sito?
«Le Pescherie sono un gioiello architettonico di Mantova che rischiava di essere dimenticato. Quando il Comune ipotizzò di vendere parte dell’edificio, ci opponemmo fermamente, proponendoci invece per il restauro. Abbiamo creato una fondazione apposita, raccogliendo fondi tramite donazioni di opere d’arte e partecipando al bando comunale. Il progetto si è rivelato più complesso del previsto: da un preventivo iniziale di 750 mila euro siamo passati a oltre due milioni, complice l’aumento dei costi e le difficoltà legate alla pandemia. Ma il risultato sta ripagando ogni sforzo. Le Pescherie sono oggi uno spazio vivo, pronto ad accogliere eventi culturali e a restituire alla città un pezzo importante di storia».
L’associazione non si ferma a Mantova. Quali sono le delegazioni attive nella provincia?
«Siamo riusciti a creare una rete di delegazioni che valorizzano il patrimonio oltre i confini cittadini. Abbiamo la delegazione di Asola, il gruppo che gestisce il Castello di Villimpenta, gli Amici dell’Archivio di Stato e gli Amici del Liceo Virgilio, che si occupano della conservazione delle collezioni storiche dell’istituto. Recentemente è nata anche la delegazione del Destra Po, con sede a Suzzara. Ogni gruppo lavora autonomamente ma condivide la missione di salvaguardare e valorizzare il patrimonio locale».
Oltre alla guida dell’associazione mantovana, lei è anche presidente della Federazione Italiana degli Amici dei Musei. Di cosa si occupa questa realtà?
«La Federazione Italiana degli Amici dei Musei (FIDAM) riunisce circa 70 associazioni in tutta Italia, promuovendo la tutela e la valorizzazione del patrimonio artistico. La presiedo dal 2015 e Mantova è ben rappresentata con gli Amici di Palazzo Te, la Società per il Palazzo Ducale e l’Associazione Sacha Caprianorum. A livello internazionale, sono vicepresidente per l’Europa della World Federation of Friends of Museums, una rete che conta circa due milioni di soci nel mondo, creando legami e progetti comuni tra realtà diverse».
Cosa significa oggi essere un “amico” di un museo?
«Significa impegnarsi attivamente nella tutela e valorizzazione del patrimonio. Non basta visitare i musei, bisogna prendersene cura. La tripartizione restauro, conservazione e valorizzazione è ciò che gli amici dei musei devono impegnarsi a fare. Il nostro modello prevede che i soci partecipino a restauri, donazioni, eventi e viaggi culturali. È un modo per creare comunità attorno all’arte e far sentire tutti parte di un progetto più grande».
Come ci si iscrive all’associazione?
«È semplicissimo. Basta collegarsi al sito www.amicidipalazzote.it e compilare il modulo di adesione. La quota è di 40 euro per i soci singoli, 60 euro per famiglie o coppie, 10 euro per i giovani dai 18 ai 35 anni. Diventare socio permette l’ingresso gratuito a Palazzo Te e ad altri musei civici di Mantova, oltre alla partecipazione esclusiva ai viaggi e attività culturali».
Qual è il sogno per il futuro dell’associazione?
«Oltre al completamento di San Cristoforo, vorrei che l’associazione diventasse sempre più un punto di riferimento per il territorio, avvicinando sempre più persone all’arte e creando un legame forte tra la comunità e il patrimonio culturale. Perché la bellezza non appartiene a pochi: è un bene di tutti».