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Stangata inflazione a Mantova: a luglio i prezzi corrono al +3,4%. L’allarme del Comune: «Rischio tagli ai servizi o più tasse»

MANTOVA – Nuova fiammata dei prezzi all’ombra del comprensorio mantovano. Mentre l’Italia registra un lieve rallentamento del costo della vita, nel Comune di Mantova l’inflazione riprende a correre a passo spedito. I dati definitivi di luglio 2026, validati dalla Commissione Comunale di controllo, certificano un balzo dell’indice dei prezzi al consumo (NIC) che sale al +3,4% su base annua, accelerando rispetto al +3,1% del mese precedente. Un trend locale in netta controtendenza con quello nazionale, che vede la media italiana scendere dal +3,0% al +2,9%.
A livello congiunturale, ovvero rispetto al solo mese di giugno, i prezzi al consumo in città sono cresciuti dello 0,7%, una variazione doppia rispetto al timido +0,3% registrato nel resto del Paese.
Bollette e affitti: ecco cosa spinge i rincari
A mettere a ferro e fuoco i bilanci delle famiglie mantovane sono ancora una volta i beni energetici, che pur rallentando la corsa rispetto a giugno mettono a segno un pesantissimo +14,3% rispetto a luglio dello scorso anno.
Accanto a luce e gas, la spinta inflazionistica è alimentata dal comparto dei servizi (+4,5% totale). Nel dettaglio spiccano i rincari record legati alla gestione dell’abitazione (+7,5%) e i costi delle attività ricreative e culturali (+5,7%). Seguono i servizi vari (+3,1%) e i trasporti (+1,9%). L’unica nota positiva arriva dal carrello della spesa: i prodotti alimentari rallentano la crescita (+0,6%) grazie alla contrazione dei prezzi dei cibi freschi e non lavorati.
Il grido d’allarme di Via Roma
Il quadro economico accende i semafori rossi in via Roma. L’assessore al Bilancio e vicesindaco, Giovanni Buvoli, non nasconde la forte preoccupazione per una crisi energetica e geopolitica che rischia di paralizzare il territorio.
«Esprimiamo forte apprensione per il protrarsi di questa situazione, condizionata da conflitti internazionali ed eventi climatici estremi – dichiara Buvoli –. Per l’ente pubblico questo si traduce in un continuo aumento dei costi di gestione delle strutture, per di più in totale assenza di aiuti statali specifici».
L’assessore lancia un duro monito sulle conseguenze dirette per la cittadinanza, associandosi alla protesta dei primi cittadini di tutta Italia: «Il perdurare di questa crisi costringerà i Comuni a fare scelte drammatiche: ridurre le prestazioni e i servizi offerti ai cittadini o aumentare la tassazione locale. Scenari che vogliamo scongiurare in ogni modo». Identico rischio per il tessuto produttivo: le imprese energivore del mantovano, schiacciate dai costi fissi, potrebbero essere presto costrette a scaricare i rincari sui listini finali, alimentando una pericolosa spirale recessiva.