Ancora grande musica e cuori pronti a palpitare alla 35esima edizione de Il Settembre dell’Accademia a Verona, dopo l’emozionante doppio concerto inaugurale con la Staatskapelle Dresden e le incredibili prove di Daniele Gatti sul podio e Beatrice Rana al pianoforte, capaci di strappare oltre 10 minuti di applausi a serata in un teatro da tutto esaurito.
A salire su palco scaligero per il terzo imperdibile concerto del Festival internazionale di musica classica promosso dall’Accademia Filarmonica di Verona, mercoledì 16 settembre, sarà infatti la norvegese Bergen Philharmonic Orchestra, fondata nel 1765 e nominata Orchestra dell’Anno 2025 dalla rivista Gramophone: un’anima antica e tecnica e spirito sempre pronti a innovarsi.
Allo stesso tempo due stelle del firmamento musicale internazionale si cimenteranno nella direzione e come solista in questa serata speciale: il Maestro Dima Slobodeniouk, russo naturalizzato finlandese, particolarmente apprezzato per la direzione dinamica e le interpretazioni coinvolgenti, oggi tra i direttori d’orchestra più stimati in ambito internazionale, e il pianista Leif Ove Andsnes, undici candidature ai Grammy, sette Gramophone Awards e numerosi altri riconoscimenti internazionali, “uno dei più dotati della sua generazione” secondo il Wall Street Journal, capace di stregare unendo tecnica straordinaria e interpretazioni ricercate.
In programma a Verona ci saranno alcune pietre miliari del romanticismo musicale europeo: il Concerto per pianoforte e orchestra n. 2 in si bemolle maggiore Op. 83 di Johannes Brahms (1881), sorta di sinfonia concertante con quattro movimenti al posto dei tradizionali tre, considerato uno dei più difficili di tutto il repertorio correntemente eseguito, e la Sinfonia n. 4 in fa minore Op. 36 di Pëtr Il’ič Čajkovskij (1877), capolavoro del musicista russo e prima sinfonia della cosiddetta “Trilogia del destino”.
Slobodeniouk, che collabora con alcune delle più importanti orchestre del mondo e già acclamato lo scorso anno a Verona, nella stagione 2025/26 è tornato negli Stati Uniti per dirigere la New York Philharmonic e le orchestre sinfoniche di Boston, Pittsburgh, San Francisco e Houston, oltre a debuttare con la St. Louis Symphony Orchestra. Ora al Teatro Filarmonico della città di Giulietta dovrà mostrare la grande competenza musicale e la profondità interpretativa per le quali è famoso.
Andsnes, che – inserito per i suoi successi nel 2005 nella lista “Best of the Best” di Vanity Fair e nel 2013 nella “Gramophone Hall of Fame” – ha ricevuto anche il titolo di Norway’s Commander of the Royal Norwegian Order of St. Olavm, il Gilmore Artist Award e le lauree honoris causa dalla Juilliard School di New York e dall’Università di Bergen, affronterà Brahms invece con “maestosa eleganza” e la sua precisione tecnica straordinaria.
Il secondo concerto del compositore tedesco prevede infatti un dialogo tra solista e orchestra sempre assai teso ed espressivo in un crescendo profondamente romantico, e presenta alcune delle difficoltà più ardue che si conoscano nella letteratura pianistica.
Un’occasione davvero unica.






























