Come uscire dalla crisi del cinema? Con la qualità, parola di Tornatore

All’Ariston grande festa per ricordare il 140° anno dalla nascita del capostipite Ottorino Protti

MANTOVA  Come salvare il cinema? Un po’ si salva da solo, un po’ con sale più accoglienti e con storie interessanti e varie da raccontare. Facendo bene il proprio lavoro. Parola del regista premio Oscar  Giuseppe Tornatore , ospite della festa che si è tenuta ieri al teatro Ariston per ricordare il 140° anno dalla nascita di Ottorino Protti, che fondò una delle prime società di esercizio e distribuzione cinematografica in Italia e i 115 anni di cinema per la famiglia Protti. Una storia narrata nel libro Un orizzonte chiamato cinema, scritto da  Paolo Protti , che ha per l’occasione ripercorso le tante vicende di famiglia.

Con lui sul palco anche la produttrice  Vania Protti Traxler  e tutti i rappresentanti dei differenti rami della famiglia, pronti a portare avanti una attività oggi certo non facile, fatta soprattutto di passione, come è emerso durante l’evento.
Cosa è cambiato nel cinema dai tempi di Nuovo cinema Paradiso, film con il quale Tornatore vinse l’Oscar nel 1990? Per il regista tutto e niente, nel senso che già allora si parlava di crisi del settore, come adesso, e che ora le possibilità di distribuzione di un film vanno ben oltre lo schermo della sala cinematografica.
Che per questo dovrebbe lavorare per rendere l’esperienza della visione unica. Spetta poi al regista raccontare una pluraità di storie e farlo bene, indipendentemente dalle mode del momento.
E riuscendo a trovare un coraggioso produttore che decida di lanciare il film. Come sempre gli elementi da incastrare sono tanti, ma secondo Tornatore la magia del cinema resisterà, perché in futur

o qualsiasi film potrà essere visto quando si vorrà su qualsiasi piattaforma, tranne quelle pirata, ben inteso, che già oggi tanto spazio rubano, è il caso di dirlo, al cinema fruito in modo legittimo.
Per questo serviranno delle regole. Che poi dovrebbero anche essere rispettate. Forse, ipotizza Tornatore, basterà ingoiare un pasticca per vedere un film. Chi lo sa, l’importante è che sia emozionante quanto la condivisione di una esperienza comune, di cui fino ad ora solo una sala cinematografica è capace.
Dopo il dibattito sul palco, condotto dal giornalista  Federico Pontiggia , un brindisi per festeggiare con tutti i presenti, cui è seguita la proiezione in versione restaurata digitale di Nuovo cinema Paradiso.

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