MANTOVA Ne “La tempesta” di William Shakespeare c’è tutto: il potere, la vendetta, la schiavitù e la libertà, la solitudine. Tutto l’umano. Quello che il regista Giorgio Strehler e lo scenografo e costumista Luciano Damiani hanno portato sul palco del Piccolo Teatro con la messa in scena del classico letterario. A narrare la costruzione del lavoro è stata l’attrice Antonella Civale (in foto), in Spazio Studio Sant’Orsola (tutto esaurito), nell’ambito della sedicesima stagione di AltroTeatro. Dal punto di vista di Alighiero, il suggeritore. Che vive lo spettacolo con le scelte, la fatica, la genialità dei suoi interpreti e protagonisti: quindi anche Fiorenzo Carpi per le musiche e Agostino Lombardo circa la traduzione. Aspetto, quest’ultimo, fondamentale. Perché il linguaggio, in Shakespeare e per Strehler, pervade ogni aspetto dell’opera. Le parole sono così importanti da avere un significato politico. La scenografia è fatta di “silenzi”, come li definisce Damiani, che con 4000 metri di seta porterà in teatro il mare, le sue movenze, la sua leggerezza, il suo pericolo. Il Piccolo diventa cassa armonica per le note di Carpi. Nel ruolo del Duca di Milano Prospero, un po’ mago un po’ tiranno, c’è Tino Carraro. Ariel, appesa a 16 metri d’altezza, e Giulia Lazzarini, una delle nostre ultime dive. Attorno c’è il 1978, con il rapimento e l’assassinio di Aldo Moro. Dentro al Piccolo prosegue la perpetua attività del regista e del suo cast per portare al pubblico uno spettacolo che mostri non tanto il meglio dell’uomo, bensì l’umano. Che riunisca i frammenti del sentire, attraverso talento e la poesia. Antonella Civale narra ogni emozione e ciascun personaggio nel suo monologo. Durante lo spettacolo legge le lettere di Strehler e degli artisti, che trattano la lavorazione della rappresentazione, la volontà di tradurre il teatro in espressione etica e civile. Anche nelle missive il linguaggio è fondamentale. E letale il paragone con i messaggini che oggi è necessario scambiare per ottenere una comunicazione veloce. O per non ottenerla affatto. Certo: il compito del suggeritore è mutato, anzi va scomparendo. Il ruolo del teatro, invece, rimane lo stesso. La drammaturgia di “Prima della tempesta” è di Civale e Marco Carniti, anche regista della performance. Produzione Politeama. Il prossimo appuntamento con AltroTeatro, a cura di Ars Creazione e Spettacolo, è per sabato 6 dicembre alle 21 e domenica 7 alle 17, con “Gli Addams sono qui”.





































