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La vita riletta attraverso i classici della letteratura

MANTOVA “I giovani di oggi”. È una delle affermazioni più ricorrenti che sentiamo, o diciamo, in ogni circostanza: fuori dalle scuole, sui mezzi pubblici, per strada. Lui è un giovane di oggi. Edoardo Prati, classe 2004, è uno studente che sa tradurre la vita attraverso la sua passione: i grandi classici della letteratura. “Cantami d’amore” è il suo primo spettacolo, in scena mercoledì 5 marzo al Teatro Sociale (inizio ore 21), nell’ambito della rassegna Mantova Live Theatre a cura di Mister Wolf. Edoardo, come è nata questa passione? “Nasce per il gusto di farsi gli affari degli altri. La letteratura è proprio questo: l’arte meravigliosa di farsi gli affari altrui. Io ho il gusto della suocera, sono un pettegolo. Quell’umanità che non riuscivo a trovare nelle altre arti, l’ho cercata lì”. Come hai iniziato? “Ho iniziato per me. Mi interessava e mi divertiva, poi ho scoperto che interessa e diverte anche gli altri. Ho cominciato in un tempo in cui mi prendevano abbastanza in giro, in seconda media, una decina di anni fa, su YouTube. In quarta superiore ho aperto TikTok. Solo negli ultimi due anni, con i contenuti più maturi, è arrivato il grande pubblico. Se devo dire che me lo aspettavo sarei un megalomane. In realtà non avevo capito che ci fosse questo bisogno. Io non spiego la letteratura, la racconto. È un percorso artistico, non accademico, un modo sempre diverso di raccontare le storie, quelle che ormai non racconta più nessuno come le favole della buonanotte”. Ti faccio un nome: Virgilio. Cosa mi dici? “Non vedo l’ora di visitare il nuovo museo di Virgilio. Mantova è una città importante, al di là di Virgilio”. E come lo racconteresti? “È un autore di quelli di cui non parlo mai, me ne guardo bene (e invece comincia a recitare i versi della “Prima Bucolica”, ndr). Con lui emerge l’idea del poeta che crea la realtà. Dovremmo seguire le orme di Virgilio e dare sempre più spazio alla poesia”. Da ottobre, ogni due settimane, apri la trasmissione televisiva “Che Tempo Che Fa” condotta da Fabio Fazio. Che rapporto hai con lui? “Gli voglio bene. La trasmissione è una palestra enorme, mi abitua a dover tenere conto di un pubblico che è totale, non c’è discriminazione, è un allenamento per la comunicazione. Fabio è il capo che sul lavoro ognuno di noi vorrebbe avere. Nei miei confronti è molto paterno. È stato uno degli incontri più importanti dell’ultimo anno”. Un consiglio per i tuoi coetanei? “Quando uno sta con sé stesso qualcosa di sé lo capisce o lo intuisce. Il mio consiglio è stare con sé stessi e mettere a tacere tutto il resto che ci allontana da noi stessi”