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“Se vuoi la pace”: il percorso culturale dell’istituto “D’Arco” entra nel vivo

MANTOVA – Prosegue il percorso culturale “Se vuoi la pace. Prospettive interdisciplinari sulle condizioni della pace oggi”, promosso dall’U.S. Carlo d’Arco – Isabella d’Este. Un’iniziativa che intreccia saperi, linguaggi e sensibilità diverse per interrogare il nostro presente, in un momento storico in cui la parola “pace” sembra più fragile e necessaria che mai. Dopo i primi appuntamenti, il programma entra ora nel vivo con una serie di incontri aperti a studenti, docenti e cittadinanza, ospitati tra l’Aula Magna, la Biblioteca dell’istituto e alcune sedi culturali della città. Mercoledì la professoressa Roberta Blancato (Scienze naturali) guiderà una riflessione sorprendente e provocatoria: “Delfini spia, pipistrelli bomba e altre micidiali creature”. Un viaggio nelle manipolazioni della natura operate dall’uomo in tempo di guerra, per comprendere come anche il mondo animale sia stato trasformato in strumento di potere e controllo. Venerdì 13 marzo sarà la volta di Anna Maria Bellintani (IRC), che proporrà una lettura attuale del celebre “Tu non uccidere” di don Primo Mazzolari. Interverrà anche il professor Matteo Truffelli, presidente della Fondazione Mazzolari, per approfondire la visione del sacerdote di Bozzolo, oggi più che mai punto di riferimento per un’etica della responsabilità e della nonviolenza. Martedì 17 marzo la storica della musica Francesca Corcella presenterà “Orchestre di pace: la musica come strumento di dialogo e resilienza”. Un incontro dedicato alle esperienze musicali nate in contesti di conflitto, dove l’arte diventa spazio di incontro, cura e ricostruzione delle comunità. Giovedì 19 marzo il professor Fabio Bauce (Lettere) accompagnerà il pubblico in un confronto tra due voci radicali del Novecento: Oriana Fallaci e Pier Paolo Pasolini, entrambi testimoni e interpreti del conflitto in Vietnam. Un’occasione per riflettere su come la scrittura possa diventare denuncia, analisi e presa di posizione. Martedì 24 marzo il fotografo Carlo Benini proporrà “Gli anarchici tra guerra e pace. Tanti approcci, un unico intento”. Un percorso visivo e narrativo che attraversa storie, volti e ideali di chi ha cercato nella libertà individuale e collettiva una via alternativa ai nazionalismi e alle logiche belliche. Giovedì 26 marzo il professor Daniele Vitelli (Storia dell’arte) analizzerà “Un sole senza ombra. Addestramento e terapia in Serious Games di Harun Farocki”. Un approfondimento sul rapporto tra guerra, simulazione digitale e rappresentazione visiva, tema centrale nell’opera del grande regista e teorico tedesco. Lunedì 30 marzo il teorico della comunicazione Alberto Micali affronterà un tema urgente: “La violenza della visualità digitale. Appunti dal primo genocidio in diretta web”. Un incontro che invita a interrogarsi sul ruolo dei media, sulla spettacolarizzazione del dolore e sulla responsabilità di chi guarda. Il ciclo si chiuderà martedì 31 marzo con la professoressa Federica Di Gloria (Lettere) e il suo intervento “Quel che resta da dire. Quel che resta da fare. Senso (e non senso) della letteratura a scuola nel tempo della guerra”. Una riflessione sul ruolo educativo della parola letteraria in un’epoca segnata da conflitti e disinformazione. Il progetto, coordinato dal professor Daniele Vitelli, si conferma un laboratorio di pensiero critico e cittadinanza attiva. Attraverso filosofia, arte, scienza, musica, letteratura e comunicazione, gli incontri offrono strumenti per comprendere la complessità del mondo contemporaneo e per immaginare nuove forme di convivenza.