Home Eventi Tre, due, uno… Zero: è sempre “L’Ora” di Renato

Tre, due, uno… Zero: è sempre “L’Ora” di Renato

MANTOVA Cinque, quattro, tre due, uno… Zero! Il rito che accompagna l’inizio di ogni suo concerto si è ripetuto ieri sera al PalaUnical. Potente, appassionato, inossidabile come l’amore che da oltre 50 anni lega Renato Zero ai suoi “sorcini”. Sono accorsi anche stavolta, in centinaia a gremire gli spalti del palazzetto. A godere della musica, delle parole e dell’eccezionale carisma che questo artista riesce ancora ad emanare, incurante del tempo che passa. Certo gli anni si fanno sentire (saranno 76 a settembre), ma la classe è ancora lì, inscalfibile. “L’OraZero in Tour”: questo il nome che Renato ha dato all’ennesimo giro d’Italia della sua trionfale carriera. Un tour che a Mantova si fermerà per altre due date, domani e sabato.
La scaletta è più ricercata del solito. C’è qualche brano della recente produzione; viene rispolverata qualche chicca del passato; i grandi successi vengono perlopiù raggruppati in specifici medley, qualcuno a malincuore escluso. Del resto, costruire una scaletta su un repertorio di oltre 500 canzoni non dev’essere impresa semplice. Il viaggio parte da lontano: il recitativo di Sogni nel buio e No, mamma no! risalgono al primo album del “nostro”, correva il 1973. Il passato si alterna al presente, ma in fondo sono termini impropri, giacchè Zero ha sempre fatto della coerenza la sua cifra. Renato saluta Mantova, dialoga col pubblico, si lascia andare a riflessioni. Purtroppo non tutti i brani recenti provocano un coinvolgimento emotivo adeguato. Non è un caso che i boati del pubblico vengano riservati alle grandi hit, come Niente trucco stasera. Tra un cambio d’abito e l’altro vengono proiettati video dove lo “Zero-pensiero” viene affidato alle voci e ai volti di Luca Ward e Gabriele Lavia. Spettacolari i medley, che contengono autentici capolavori: da Marciapiedi a Il carrozzone; dalle intramontabili Madame, Mi vendo e Triangolo; alle superbe Più su, Il cielo, Amico e I migliori anni della nostra vita. Ma tra i momenti più toccanti c’è anche quello riservato alle vittime di femminicidio, sulle note di un’altra gemma riscoperta per l’occasione: Libera. L’orchestra è pre-registrata e compare sul ledwall, ma la band che suona dal vivo sul palco (7 fidati musicisti e 8 elementi del coro) è di prim’ordine e non delude. Ave Maria ci trascina alla fine di un concerto-monstre, durato quasi tre ore. E mai brano poteva essere più adatto, in questi tempi drammatici. La sorpresa è Resta con me, inedito che Zero inserisce in coda alla scaletta prima del suo immancabile grido: “Non dimenticatemi eh!”. E come si potrebbe?