ALTO MANTOVANO – È stato rinviato a giudizio dal Tribunale di Mantova con la pesante accusa di violenza sessuale su un giovane disabile. Imputato un uomo straniero di 40 anni, residente in un comune dell’Alto Mantovano.
Ieri, nel corso dell’udienza preliminare, il gup Maria Silvia Siniscalchi ha accolto la richiesta di rito abbreviato formulata dall’avvocato Carlo Pegoraro, legale del 40enne. Il giudice ha quindi aggiornato il procedimento, fissando la prossima udienza per il mese di aprile del prossimo anno, quando si terrà la discussione in aula.
La vicenda e la denuncia della madre
I fatti contestati risalgono allo scorso dicembre e si sarebbero consumati all’interno di un condominio dell’Alto Mantovano. Secondo la ricostruzione dell’accusa, rappresentata in aula dal pubblico ministero Gianlorenzo Franceschini, l’imputato avrebbe abusato del giovane in almeno un’occasione. Tra i due c’era una forte vicinanza logistica: l’accusato e la vittima, un trentenne affetto da disabilità, abitano infatti nello stesso stabile e sono dirimpettai sul medesimo pianerottolo.
A far scattare le indagini è stata la madre della vittima. Il giovane si era confidato con lei raccontandole quanto subito tra le mura condominiali; la donna si era quindi presentata alla locale stazione dei Carabinieri per sporgere formale denuncia.
La linea della difesa e il processo “allo stato degli atti”
Di contro, il 40enne ha respinto con fermezza ogni addebito. L’uomo si difende dalle accuse sostenendo che, nell’epoca a cui risalirebbero i fatti, si trovava lontano da casa.
La scelta del rito abbreviato permetterà all’imputato di beneficiare dello sconto di un terzo della pena in caso di condanna. Essendo un procedimento speciale, la discussione del prossimo aprile avverrà esclusivamente sulla base della documentazione già presente agli atti, senza l’audizione di testimoni in aula. Durante l’udienza di ieri non è stata registrata la costituzione di parte civile da parte della persona offesa o dei suoi familiari.






























