CANNETO Una folla di 500 persone ha partecipato ieri ai funerali del piccolo Leonardo Xu, il bambino di 10 anni spirato dopo due giorni di ricovero all’ospedale Papa Giovanni XXIII di Bergamo, dove era stato trasportato in eliambulanza a seguito dell’episodio verificatosi nel primo pomeriggio di mercoledì 18 giugno mentre si trovava col gruppo del grest parrocchiale in piscina a Torre de’ Picenardi.
Presenti il sindaco Nicolò Ficicchia con gli assessori Barbara Alberini e Valeria Arienti e il sindaco di Torre de’ Picenardi Marcello Volpi, i ragazzi del Grest, i compagni di scuola con il gagliardetto dell’istituto comprensivo Paolo Borsellino e una ghirlanda di fiori colorati sul carro funebre, gli amici della compagnia e del calcio, tutti stretti attorno alla famiglia nel corso del lungo corteo partito dalla casa funeraria Ghidotti e Murelli verso il cimitero.
Leonardo, che avrebbe compiuto 11 anni alla fine del prossimo luglio, è stato ricordato anche da una grande sua fotografia tenuta durante l’intero corteo dalla sorella maggiore. Un cugino di Leonardo ha letto poi al cimitero una lettera dei ragazzi “Giovanissimi 2010 e le mamme tifose”, perché Leonardo giocava a calcio nella Cannetese: “Addio, nostro angelo Leo. È giunto il momento, anche se il nostro cuore si oppone non abbiamo scelta, dobbiamo lasciarti andare. Chiuderai gli occhi e volerai via, diventando l’angelo che sei sempre stato, lasciando dietro di te solo lacrime e silenzio colmo di dolore. Hai portato via con te il nostro amore, i nostri sogni e una parte della nostra anima. Fino a quando ci rincontreremo nostro angelo, porteremo il tuo ricordo in ogni battito del nostro cuore”.
Alcuni amici della famiglia hanno poi espresso in lingua cinese il loro cordoglio, mentre i coetanei di Canneto hanno liberato nel cielo tantissimi palloncini bianchi e azzurri. Nella sepoltura a terra, seguendo un tradizionale rito voluto dalla famiglia, sono state collocate alcune valigie e lo zainetto per favorire il passaggio nell’aldilà, oltre ad alcuni giocattoli di Leo e palloni da calcio. La saggezza della tradizione cinese insegna che la vita non è una linea retta, ma un cerchio. Che nascita e morte non sono opposti, ma due respiri dello stesso universo. Due onde che si rincorrono nel mare del Tao, la via eterna che unisce il cielo e la terra. Sopra la bara bianca, invece, è stato collocato un lenzuolo con le firme di tutti gli amici e dei compagni di scuola di Leo. La famiglia ha infine ringraziato per bocca della sorella maggiore di Leonardo tutti i presenti per il grande affetto dimostrato in questo triste momento.









































