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Castiglione, processo per il “lager dei pitbull”: quattro associazioni animaliste ammesse come parte civile

MANTOVA – Entra nel vivo davanti al Tribunale di Mantova il processo sul cosiddetto “lager dei pitbull”, la drammatica vicenda scoperta nell’estate del 2025 a Castiglione delle Stiviere. Imputato è A.P., un uomo di 46 anni residente nel comune aloisiano, chiamato a rispondere delle pesanti accuse di maltrattamento, abbandono e uccisione di animali.
Nell’ultima udienza, il giudice Alberto Fiermonte ha accolto la costituzione di parte civile di quattro associazioni animaliste, tra le quali figura il Partito Animalista Italiano, rappresentato dall’avvocato Alessandro Zerrillo. Il giudice ha respinto l’opposizione presentata dal difensore d’ufficio dell’imputato, l’avvocato Giada Di Stasio, e ha aggiornato il procedimento al prossimo mese per il prosieguo.
Il blitz nell’orrore di Ferragosto 2025
I fatti contestati risalgono al 9 agosto dell’anno scorso, quando i Carabinieri del Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia di Castiglione delle Stiviere, insieme ai militari del Nucleo Forestale, fecero irruzione in un’abitazione del paese. Quello che si parò davanti agli occhi degli operanti fu uno scenario di totale degrado e sofferenza per i cani presenti, tutti di razza pitbull.
Nel cortile e all’interno della casa erano stati ammassati diversi esemplari. Alcuni si trovavano all’aperto, rinchiusi in gabbie dalle dimensioni palesemente inadeguate e lasciati sotto il sole cocente della calura ferragostana. Un altro cane era stato invece segregato dentro l’appartamento, legato con un guinzaglio cortissimo al termosifone, privato sia di acqua che di cibo.
La scoperta più drammatica
La parte più dolorosa del blitz fu il controllo di un’automobile parcheggiata nel cortile dell’abitazione. La vettura era stata lasciata sotto il sole con i finestrini completamente chiusi. All’interno dell’abitacolo i Carabinieri trovarono un altro pitbull, purtroppo già privo di vita, morto a causa del caldo asfissiante e della mancanza di ossigeno all’interno del mezzo.
Il processo riprenderà il mese prossimo, quando le associazioni ammesse potranno far valere le proprie ragioni in aula a tutela degli animali rimasti vittima delle violenze.