SORGA’ / EST MANTOVANO – La notizia è arrivata nella tarda mattina di ieri dalla Regione Veneto: la riunione della Commissione Via che avrebbe dovuto avere luogo oggi a Venezia per esprimersi sul nuovo progetto di discarica di car fluff in località Pontepossero di Sorgà è stata rinviata a data da destinarsi. Molteplici possono essere state le ragioni, ma è palese che la pioggia di osservazioni contro quello che diventerebbe il più grande impianto dell’Italia settentrionale per lo stoccaggio di residui da rottamazione d’auto deve aver avuto un peso specifico in chi è chiamato a decidere le sorti future del territorio. Un carico ulteriormente rimpinguatosi con il faldone di osservazioni della Provincia di Verona, spalmate su ben 53 pagine. Contrarietà all’impianto, oltre al Comitato No Car Fluff coordinato dall’avvocato Daniela Garilli, è stata ribadita anche dalla cosiddetta “fronda mantovana” composta da Provincia e Comuni di San Giorgio Bigarello, Castelbelforte, Castel d’Ario, San Giorgio Bigarello e Villimpenta, coesa nel ribadire che la distanza minima tra il fondo dell’eventuale discarica e la falda acquifera, che, secondo alcuni dati, si troverebbe ad appena 67 centimetri – criticità strutturale che, come sancito dai giudici del Tar nel 2025, non può essere sanata né in fase di realizzazione né di gestione – rischia di generare un danno enorme all’ambiente e alla salubrità dell’intero territorio. «Manifestiamo in maniera unanime e forte il dissenso al rilascio dell’autorizzazione regionale volta alla realizzazione della discarica, anche a fronte della relazione della nostra geologa, la prof.ssa Tullia Bonomi, che a differenza di quanto riportato negli allegati tecnici predisposti nell’interesse della ditta RMI e nella relazione del geologo incaricato dal Comune di Sorgà Cristiano Tosi, conferma quanto riconosciuto dal Tar in merito alla falda, con conseguente e possibile rischio di inquinamento ambientale», ha riaffermato il sindaco di Castel d’Ario Daniela Castro. In tutta questa vicenda le pressioni oggi gravano tutte sull’amministrazione di Sorgà, “accusata” non sono di non aver mai espresso una vera e propria posizione di contrarietà verso la discarica, ma addirittura di caldeggiarla, al punto che sarebbero già trapelate possibili opere di compensazione in caso di ok all’impianto. Una tesi che la sindaca Paola Bedoni ha provato a smentire con post apparso nella pagina Facebook del Comune. Tuttavia, consultando il sito web della Regione si evince in maniera piuttosto evidente che le osservazioni inviate da Sorgà paiono ridursi a disposizioni compensative. (m.v.)








































