RONCOFERRARO “Ciascuno, artisti compresi, deve essere libero di dire la sua e può nascere un confronto, ma senza finire in insulti e minacce”. Questo in poche parole il pensiero di Simone Ceresoli, dj e radiofonico che ormai da anni organizza la manifestazione GarageBands. La manifestazione durante la quale, domenica scorsa, il cantante e musicista Nevruz è stato insultato e minacciato da alcuni spettatori del paese durante l’esibizione, dopo aver esposto una bandiera della Palestina ed essersi appellato alla pace.
“Durante la propria esibizione, un artista ha scelto autonomamente di esprimere una propria posizione. Si può essere d’accordo oppure no. Io stesso posso non condividere ciò che un artista dice o fa, ma credo che la libertà di espressione abbia valore soprattutto quando qualcuno esprime un pensiero diverso dal nostro. Che l’artista piaccia o meno è una questione di gusti. A molti la sua musica è piaciuta, ad altri no, ed è assolutamente normale. La musica è anche questo: emoziona qualcuno e può lasciare indifferente qualcun altro. Non esiste un artista che debba necessariamente piacere a tutti.
“Allo stesso modo – precisa Ceresoli, che ha affidato il proprio pensiero ai social – , chiunque è libero di criticare una scelta, un’esibizione o un’opinione. Ma criticare è una cosa. Insultare, diffamare, attribuire fatti non veri o arrivare a minacciare una persona è tutt’altra cosa. è proprio questo, a mio avviso, il senso della libertà: poter essere in disaccordo senza trasformare il disaccordo in odio, insulti o minacce. Le opinioni possono dividerci. Il rispetto, invece, dovrebbe essere al primo posto”.
Dal canto suo l’organizzatore conferma che GarageBands non è una festa paesana, ma un programma musicale in tutto e per tutto videoregistrato: sono stati così registrati anche gli epiteti rivolti al cantante e musicista, che saranno eventualmente a disposizione nel caso in cui l’artista intendesse sporgere querela.
Come noto tutto si è verificato domenica scorsa al parco La Raganella, quando l’artista ha espresso una riflessione sui fatti in corso in Palestina ormai da mesi. Qualcuno tra il pubblico – non ha evidentemente gradito, rispondendo a gran voce con insulti e minacce («Vai a cag***», «Deficiente», «Ti faccio un c**o così»). A riportare la calma è stato il comandante della polizia locale e alla fine l’artista ha ricevuto dal sindaco Sergio Rossi le scuse per l’accaduto. Sui social la questione ha sollevato un polverone, con molti schierati dalla parte del cantante e molti schierati dalla parte dei contestatori.





























