Hinterland Detta così, sembra quasi poco. Ma se ci si riflette, è abbastanza impressionante. Nelle località balneari più frequentate si registra una media stimata di tre furti al giorno effettuati in spiaggia, nei mesi più frequentati dai bagnanti, vale a dire quelli che vanno da giugno ad agosto. L’articolo più depredato è naturalmente lo smartphone, seguito dai portafogli. Ma una triste novità è quella dei “furti digitali”. Oltre al furto fisico degli oggetti, gli esperti di cyber security segnalano un forte aumento del furto di dati digitali sotto l’ombrellone: una volta sottratto il telefono, i criminali sfruttano la disattenzione della vittima per capire il codice di sblocco visivamente (“shoulder surfing”) oppure usano un software specifico installato sul cellulare per accedere alle App bancarie. O ancora, come successo a una mantovana che si trovava con alcune amiche al Lidi degli Estensi per trascorrere una giornata tra mare e sole, i cybercriminali creano reti Wi-Fi “aperte” – cioè di libero accesso – con nomi simili a quelli degli stabilimenti balneari (ad esempio “Spiaggia_free”): chi si connette rischia il furto di password, identità digitale e carta di credito. «Dalla banca mi hanno avvistato che avevo subito un reiterato tentativo di prelevamento di soldi dalla mia carta di credito ricaricabile. Grazie a dei software sono riusciti a bloccare i vari tentativi – spiega la donna – ma ho dovuto rifare che la carta e ovviamente bloccare quella vecchia». Peggio è andata ad una 50enne di Roncoferraro, che s’è vista sottrarre i 120 euro che le erano rimasti sulla carta di credito. «Me ne sono accorta quando ero al bar della spiaggia – racconta -. Non so come abbiano fatto, ci sono rimasta malissimo. Mi sono rivolta alla mia banca e mi hanno che, purtroppo, le reti pubbliche possono essere intercettate, manipolate o addirittura create appositamente per ingannare gli utenti». Il raggiro è probabilmente scattato quando la donna era connessa al Wi-Fi gratuito del pubblico esercizio. Il periodo estivo si conferma terreno fertile per le frodi informatiche, e la ragione è semplice, siamo meno attenti. In vacanza, la soglia di vigilanza si abbassa quasi automaticamente. Si naviga più spesso da smartphone e tablet, magari collegandosi a reti Wi-Fi pubbliche, mentre le prenotazioni last minute si moltiplicano, spesso effettuate in fretta tra una bibita e l’altra, senza troppi controlli. La difesa migliore, in questo caso, è la prudenza. La regola? Limitare al minimo la condivisione pubblica, evitare post in tempo reale e controllare le impostazioni di privacy. I ricordi possono essere pubblicati anche al ritorno, senza offrire materiale utile a occhi indiscreti.



























