CASTELLUCCHIO Nel mio lavoro di Erborista mi chiedo se davvero crediamo che il magnesio bisglicinato o l’ultimo integratore trend del momento possa come per magia risolvere tutti i nostri problemi.
Quello che noto è che la maggioranza delle persone che si rivolgono in Erboristeria hanno un’idea ben precisa di voler trovare quello specifico integratore perché hanno sentito, o hanno letto, o qualcuno gli ha detto, che fa questo e anche quello e sono disposti a tutto pur di trovarlo! Poi alla mia domanda: “Ma nel suo caso, a cosa le servirebbe?” la persona inizia ad elencare tutta una serie di disturbi, dal mal di pancia, all’intestino irritabile, alla tensione cervicale, ai sintomi della menopausa. E nel momento in cui rispondo che la cosa migliore da fare è indagare, per capire se ci può essere una causa comune alla base di tutti quei sintomi, mi accorgo che la persona ha smesso di ascoltarmi già all’inizio della frase perché non ne vuole sapere di domande o approfondimenti, il suo unico intento è quello di trovare l’integratore, acquistarlo, e andarsene.
Questo mi fa capire che siamo tutti alla ricerca di una soluzione magica, semplice e veloce. Non conosciamo la cultura dell’ascolto del nostro corpo e faremmo di tutto pur di far sparire quei sintomi. Ma in realtà la vera cura è un percorso, non una scorciatoia. Un integratore può aiutare il sintomo, mentre ad esempio, un percorso di Naturopatia, come quello che potete seguire nel nostro Centro, aiuta la persona che ha quel sintomo. Il benessere non arriva dalla fretta, ma dalla scelta di prendersi davvero cura di sé. E un percorso naturopatico fa proprio questo: accompagna, sostiene, ti aiuta a fare pace con il tuo corpo e a capire perché ti sta chiedendo aiuto. Poi il nostro integratore preferito potremo comunque assumerlo come alleato, ma l’unica cosa che fa miracoli veri è imparare ad ascoltarci.
Ilaria Lasagna
Il pane della nonna e il ritmo perduto
L’altro giorno, durante una delle mie passeggiate in campagna, che adoro per rigenerarmi, pensavo a un ricordo d’infanzia con la mia nonna paterna, donna di campagna e di semplicità contadina. La sera, quando i miei genitori mi lasciavano con lei, a volte si mangiava il pane raffermo bagnato nell’acqua o nel latte e scaldato in padella fino a formare una crosticina che lo rendeva più appetibile. Con questo pensiero, riflettevo su quanto l’alimentazione delle persone sia cambiata nel corso degli anni, sul perché alcuni cibi grassi oggi siano diventati quasi nocivi e su quanti altri, invece, siano essenziali. Basti pensare che ogni prodotto che raccogliamo in natura oggi contiene il 30% in meno delle proprietà che aveva 39 anni fa. Allora, la vita nei campi richiedeva molto lavoro e fatica, quindi mangiare molto e di tutto era importante perché forniva forza e, allo stesso tempo, il corpo lo smaltiva. Oggi, essendo più sedentari e con lavori meno fisici, facciamo meno movimento e abbiamo più bisogno di cibi essenziali e poco grassi, oltre a un contributo di integratori per compensare ciò che 30 anni fa c’era e che oggi manca a livello di vitamine. Inoltre, questo stile di vita, sempre di corsa, non ci permette di godere delle emozioni che ogni giorno ci circondano; sembra sempre di non avere tempo. In realtà, il tempo c’è; la differenza sta nel modo in cui decidiamo di viverlo. Ogni giorno vedo persone diverse ma anche molto simili e penso a quanto bisogno ci sia di “essere” e di “sentire”. Abbiamo bisogno di essere accettati per come siamo e di sentire che esistiamo e facciamo qualcosa di utile nella nostra vita, ma anche nella vita degli altri. Spesso ci mettiamo in una libera espansività che non tutti comprendono e accettano, ma che ci mette nella condizione di sentirci giudicati. Una frase che mi piace molto è: “La felicità non è una destinazione, è un modo di viaggiare e ogni passo fatto con consapevolezza rende il cammino prezioso”. (Sentieri Zen)
Luca Riva
La chiara visione
Si narra che molto tempo fa, nelle notti più profonde esistesse un occhio che nessuno poteva vedere. Lo chiamavano “l’occhio della notte”ed era capace di osservare tutto senza giudicare. Una notte una giovane donna si perse nella foresta, senza torcia e, nel buio più profondo, si inginocchiò e sussurrò: “Aiutami a vedere”. Il cielo si aprì e una minuscola luce apparve sopra la sua fronte. Era l’occhio della notte che si risvegliava dentro di lei. Grazie a questa luce vide direzioni e, seguendo l’in tuizione pura, uscì dalla foresta. Proprio così, posizionata nella fronte esiste la sesta ruota energetica, chiamata Sesto Chakra o Terzo Occhio. È considerato il centro del comando interiore, ci aiuta a vedere oltre l’apparenza, è il centro dell’in tuizione, del pensiero chiaro, della percezione profonda e della saggezza interiore. Quando è in equilibrio si vive una sensazione di chiarezza mentale e di forti intuizioni. In caso contrario ci sentiamo confusi tra realtà e immaginazione, siamo iper analitici a livello mentale. Per mantenere questo centro armonioso, si possono utilizzare pietre di colore indaco e viola come ad esempio l’Ametista. Nell’antichità era considerata una gemma sacra capace di purificare e connettere con il mondo spirituale. Questo quarzo attiva la consapevolezza interiore, favorisce l’intui zione e la capacità introspettiva. Aiuta nella rielaborazione del lutto e del dolore dovuto alla perdita di chi si ama. Calma la mente e aiuta ad avere una visione profonda dei sogni. A livello fisico attenua dolori e tensioni, emicranie e gonfiori. Si può tenere anche sotto al cuscino. Se in vista del Natale volete regalare un amuleto speciale, trovate i miei contatti social nella parte sottostante della pagina. Good Vibess a tutti!!
Sara Coppi








































