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Piano provinciale rifiuti: critiche al Comune dalle opposizioni

PORTO MANTOVANO – Fronda comune delle minoranze di Porto Mantovano – formate dai gruppi consiliari civici Porto Punto e Lista Voi per Porto, e dal Partito Democratico – per ricusare la mancata adesione da parte della maggioranza al piano provinciale dei rifiuti di Tea, collegato e funzionale alla fusione per incorporazione di Siem nella società di via Taliercio.
«In pratica la decisione è stata imposta al Consiglio comunale senza confronto né dibattito», commentano i rispettivi capigruppo. «Un servizio essenziale come la gestione dei rifiuti, che per la sua durata vale decine di milioni di euro, liquidato con una dichiarazione della sindaca nelle “comunicazioni” prima di iniziare a discutere i punti all’ordine del giorno, senza possibilità di intervento da parte dei consiglieri, dopo oltre un anno di interlocuzioni, è francamente inaccettabile. Ma c’è di più – proseguono le opposizioni -: la sindaca ha taciuto per mesi le reali intenzioni all’intero Consiglio, negando quella trasparenza che è fondamento della democrazia. Se l’amministrazione non è stata in grado di ottenere le informazioni necessarie da Tea, ciò rappresenta una grave mancanza di autorevolezza ma soprattutto di volontà politica». Una scelta definita rischiosa sia politicamente che amministrativamente. «Cercare di separare la fusione Siem in Tea dal piano provinciale dei rifiuti di Tea, ha già causato una confusione amministrativa evidente: si può togliere una frase da una delibera, ma non si può cancellare il motivo industriale ed economico per cui la fusione stessa è stata pensata. Negli atti è scritto nero su bianco che l’operazione di fusione Siem in Tea è “industrialmente funzionale” al piano provinciale dei rifiuti di Tea, e richiede “l’adesione sostanziale” dei Comuni». Nel caldeggiare in toto il via libera al piano provinciale dei rifiuti e all’iniziativa di Tea, le opposizioni ribadiscono che una tale decisione debba essere assunta nell’interesse generale e non sulla base di calcoli politici o di appartenenza. «In molti Comuni della provincia, anche amministrati da forze politiche di centrodestra, sta prevalendo un approccio responsabile e una visione territoriale condivisa – fa notare Vanessa Ciribanti, capogruppo del Pd portuense -. Perché, quindi, ostacolare una realtà di cui siamo soci (Tea)? Quando il valore della filiera esce dal mantovano, non se ne vanno solo utili e investimenti, ma anche attività, appalti e posti di lavoro. Resta poi una domanda senza risposta: come intende l’amministrazione organizzare il servizio di gestione dei rifiuti dal 1° gennaio 2027, quando scadrà l’affidamento attuale a Mantova Ambiente?».

Matteo Vincenzi