San Giorgio Il Basket San Giorgio sta lavorando per organizzare la nuova stagione, dopo aver dato l’addio a inizio estate alla serie A2. Si riparte da zero, e intanto le ormai ex giocatrici vogliono comunque lasciare un messaggio. Come uno dei punti di riferimento della squadra per tre stagioni, Marida Orazzo. La guardia campana, classe 1994, ha deciso di chiudere qui una carriera di successi tra A1 e A2. «Mantova è divertimento. In questi tre anni – spiega – sono sempre andata in palestra per divertirmi. E’ quello che abbiamo fatto negli allenamenti e in partita. E’ stato il fulcro di tutto, che ci ha permesso di raggiungere i nostri obiettivi. Mantova è casa e famiglia perché qui ho creato relazioni solide, che vanno ben oltre il basket. E’ sostegno, perché nei momenti belli e brutti ho avuto il supporto di tante persone». Quali sono le gare da ricordare per Marida? «Gara-1 dei primi play off vinti in casa del Sanga, la sfida di Castelnuovo Scrivia e la partita contro Ragusa che ci ha permesso di andare in Coppa Italia quest’anno, qualcosa di storico per il club. Ricordo anche Gara-2 contro Treviso, che ci ha fatto sognare ancora un po’ la finale. E poi ci sono i momenti con le mie compagne di squadra, quei piccoli frammenti di quotidianità che non dimenticherò mai». Ora San Giorgio riparte da zero, dal suo settore giovanile. Marida ha un pensiero per le piccole biancorosse: «A chi sta iniziando ora questo percorso, voglio dare un consiglio: credeteci fino in fondo. Arrivate dieci minuti prima all’allenamento e andate via mezz’ora dopo. Lavorare sui dettagli. Perseverate, anche quando sarà difficile. Perché la soddisfazione arriva». Marida chiude una carriera di successi, ma certamente i tre anni a Mantova resteranno per sempre: «Se mi guardo attorno ora, vedo i volti di tutte le persone che hanno fatto parte di questi tre anni. Ognuna di loro mi ha insegnato qualcosa che porterò sempre con me. Ringrazio tutti, le compagne, lo staff che mi ha fatto crescere ed ha avuto fiducia in me, Ringrazio il presidente che ci ha fatto sognare. Siamo partite senza aspettative e in tre anni abbiamo creato tanto, dando speranza a chi ci è venuto a vedere al palasport e alle ragazzine del vivaio. Spero che tutte loro in futuro possano sognare in grande. Ringrazio il pubblico e spero di avervi fatto divertire come voi avete fatto divertire me e di avervi lasciato almeno un decimo di quello che voi avete lasciato a me». (c)







































