MANTOVA Francesco Modesta predica equilibrio. Rientra nel suo ruolo e, in ogni caso, ha ragione da vendere. L’equilibrio, merce rara nel calcio, è una delle componenti fondamentali per ottenere risultati. Ma lo sono anche l’ambizione, la mentalità e la consapevolezza che, quando si è capaci di fare certe cose, sarebbe un peccato precludersi dei traguardi. Di tutte queste qualità, il Mantova visto finora all’opera, abbonda. Diventa quindi lecito (per non dire doveroso), dopo l’esordio vincente di Carrara che ha fatto seguito al successo all’Olimpico sulla Lazio, attribuire ai biancorossi un credito di cui forse non hanno mai goduto. È un po’ la stessa sensazione che colpì l’ambiente tre anni fa, agli albori della stagione che poi portò alla promozione in B con Possanzini: bastarono poche partite per capire che stava prendendo forma una squadra vincente.
Ovviamente ciò non significa riversare sul Mantova aspettative che non potrà mantenere. Detto altrimenti: nessuno chiederà mai ai biancorossi di lottare per la Serie A. Tuttavia, dopo quanto visto all’Olimpico e a Carrara, si è capito che questa squadra, che Modesto sta forgiando con amorevole dedizione, ha tutte le carte in regola per recitare un ruolo da protagonista. Per tutto il campionato. Le due partite ufficiali che l’Acm ha affrontato erano agli antipodi: la prima in uno stadio gigantesco e storico, contro un avversario di Serie A (la Lazio) che da solo bastava a fare il pieno di motivazioni; la seconda in un impianto piccolo, contro una squadra (la Carrarese) di tutt’altro censo, e con mille ostacoli potenziali da superare. Ebbene, i ragazzi di Modesto hanno affrontato queste due gare con lo stesso spirito e lo stesso atteggiamento. Il Mantova si è messo alla prova nel contesto più nobile e in quello più “spartano”: ne è uscito vincitore da entrambi. E non per grazia ricevuta. Il rilassamento (più o meno consapevole) che Modesto temeva potesse subentrare a Carrara non si è visto.
Certo, non tutto è rose e fiori. Come contro la Lazio, anche a Carrara l’Acm ha subìto l’avvio sprint degli avversari. Così come si poteva evitare di rimettere in partita i toscani, con quel gol (per la verità casuale) nel finale di una partita fino a quel momento tenuta in pugno. Ma sono tutti aspetti su cui Modesto lavorerà, e che non spostano di una virgola la convinzione che sta maturando: questo Mantova può essere destinato a una stagione brillante. Diciamo con mire da centro classifica, o addirittura parte sinistra, con “licenza di stupire”. Naturalmente, per riuscirci, occorrerà mantenere la “tigna” ammirata fin qui. Questa è la sfida che attende la truppa biancorossa. Senza perdere di vista quell’umiltà, che è un altro concetto caro a Modesto. E senza la quale non si va da nessuna parte.




























