Mantova Burrai e Trimboli hanno rappresentato il centrocampo del Mantova nelle ultime due stagioni. Ma c’è chi come David Wieser è riuscito a giocarsi le sue carte nonostante l’inamovibilità dei titolarissimi. Il classe 2002 rappresenta il futuro biancorosso e alla sua prima stagione in Serie B ha disputato 29 partite, di cui 7 da titolare. «Sono cresciuto molto – afferma – così come i miei compagni. All’inizio dovevamo capire le dinamiche del campionato, ma poco per volta ci siamo abituati. Le avversarie erano ben organizzate, ci studiavano e sapevano come venirci a prendere. In ogni squadra ci sono periodi difficili, ma grazie all’unione che si è creata tra di noi, ne siamo usciti tutti assieme, più forti di prima. Seguire le idee del mister, ad esempio come muoverci con e senza palla, alla fine ha dato i suoi frutti. Noi ci abbiamo sempre creduto, per questo credo che la salvezza sia la giusta ricompensa per tutti gli sforzi fatti durante la stagione. La B richiede tante energie però ti permette di vivere emozioni forti in ambienti spettacolari».
Il centrocampista non è riuscito a segnare nemmeno un gol, ma ha compensato con due assist fondamentali che sono valsi le vittorie contro Cittadella e Brescia. Da non dimenticare anche quello a Bragantini in Coppa Italia contro il Lecce, appena entrato in campo e valso l’1-1. «Sono molto contento della mia stagione e grato al mister per l’opportunità. Ad inizio anno non avrei mai creduto di collezionare 29 presenze. Adesso però voglio trovare più continuità. Ci ho messo un po’ a capire gli avversari e come funzionasse il tutto, ma gara dopo gara mi sono reso conto che potevo stare tranquillamente in questa categoria e dimostrare il mio valore. L’altra cosa su cui mi focalizzerò saranno i gol. Mi dispiace non aver segnato, prometto che cercherò di essere più incisivo. Sto imparando a vivermela tranquillamente, con il sorriso e senza pressioni per godermi ogni momento. Il ricordo più bello che mi porto dentro è la rimonta da brividi con lo Spezia: un’emozione indescrivibile. Personalmente, invece, dico l’assist a Radaelli per il 2-1 contro il Brescia». «Futuro? Ho parlato con il mio procuratore – spiega David – ci sono buone speranze che rimanga qui. Certezze non ce ne sono, ma mi sento tranquillo e fiducioso. Il mio desiderio è vestire ancora questi colori che negli ultimi due anni mi hanno dato tanto. Sinceramente non so cosa possa accadere agli altri, ma conosco sia il mister che il direttore che il presidente. Sono persone per bene e vogliono portare il Mantova il più in alto possibile. Chiunque ci sarà, dovremo partire con i piedi per terra, dare il massimo in campo e mano mano vedere come andranno le cose. L’obiettivo rimane la salvezza, però non nego sarebbe bello ambire a qualcosa in più come i play off». «Dopo la sconfitta di Pisa il clima era pesante – racconta ancora Wieser – le partite iniziavano ad essere sempre meno, così pure i punti in palio. Ma quel ko ci ha dato ancora più forza e legame, come dimostrano i successi con Sudtirol e Brescia, arrivati dopo quella trasferta».
Tema vacanze prima di tornare al lavoro: «Non ho mai smesso di allenarmi – conclude – ovviamente non con la stessa intensità, ma comunque a ritmi alti. Dopo la fine del campionato sono rimasto in famiglia, ora vado un po’ al mare. Parto domani con Fedel e un altro amico per Mykonos».
Samuele Elisse









































