MANTOVA Quando si parla di impianti dentali, una delle domande più frequenti è: “Dottore, ma l’impianto può essere rigettato dal corpo?”. La risposta merita chiarezza, perché spesso si fa confusione tra ciò che succede nelle prime settimane dopo l’intervento e ciò che può accadere anche anni dopo. Ecco la risposta del dr. Giorgio Stroppa, parodontologo certificato a livello europeo.
Cosa intendiamo davvero per “rigetto”?
«Il cosiddetto rigetto, in implantologia, può avvenire solo in una fase iniziale chiamata osteointegrazione. In parole semplici, è il periodo in cui l’impianto (cioè la vite inserita nell’osso) dovrebbe “agganciarsi ”stabilmente all’osso stesso, diventando una sorta di nuova radice artificiale. Se questo processo non avviene correttamente, l’impianto non si integra e va rimosso. Questo è il vero “rigetto”, anche se più precisamente si tratta di una mancata integrazione, ed è fortunatamente un evento raro ».
E se gli impianti si perdono dopo anni? Non è rigetto?
«No. Quando sentiamo dire “ho perso tutti gli impianti dopo 2-3 anni”, nella stragrande maggioranza dei casi le cause sono altre:
• Scarsa igiene orale: se il paziente non viene istruito correttamente su come pulire bene le protesi e gli impianti, si accumulano placca e batteri che causano infiammazioni e infezioni (perimplantiti).
• Malattia parodontale attiva (piorrea): se gli impianti vengono inseriti in una bocca con parodontite non controllata, anche togliendo tutti i denti naturali, i batteri possono continuare ad aggredire i tessuti e colpire gli impianti. Il risultato è lo stesso: infiammazione, perdita ossea e, nel tempo, perdita degli impianti.
• Fattori di rischio trascurati: il fumo, il diabete non controllato o una protesi difficile da pulire possono compromettere nel tempo la stabilità di un impianto perfettamente integrato».
L’impianto dura, ma va seguito
« L’impianto dentale non è un elemento “magico” che risolve tutte le problematiche — spiega il dr. Giorgio Stroppa, docente al Master di Parodontologia e Implantologia presso l’Università Internazionale della Catalogna —. Funziona molto bene, ma soltanto se viene inserito in una bocca sana, controllata, e soprattutto se il paziente viene educato a mantenerlo con cura nel tempo. E se la protesi è progettata in modo da poter essere pulita facilmente ».
Il consiglio finale del dr. Stroppa
«Non inserire un impianto dentale senza prima avere la certezza che la parodontite (piorrea) sia sotto controllo. E, se devi mettere una protesi sopra gli impianti, assicurati che sia avvitata — non cementata — e che sia progettata per essere facilmente pulibile a casa. Sono questi i dettagli che fanno davvero la differenza tra un impianto che dura qualche anno… e uno che dura tutta la vita».








































