Home Cronaca Omesse bonifiche ex Ies e Sin: a fine anno la prima...

Omesse bonifiche ex Ies e Sin: a fine anno la prima sentenza

MANTOVA – Il processo per le omesse bonifiche del Sito di Interesse Nazionale (Sin) prosegue nel disinteresse nazionale dell’opinione pubblica. Venerdì scorso è iniziata la fase istruttoria delle difese degli ex manager e delle società del polo petrolchimico (difese Eni, Cumuli in area N), il che sta a significare che la fase dibattimentale andrà avanti ben oltre l’anno in corso. Si è invece conclusa nelle scorse settimane la fase istruttoria del processo agli ex manager della Ies, procedimento parallelo a quello dell’inquinamento del Sin. Nelle prossime udienze inizierà la discussione e la sentenza di primo grado è attesa per la fine di quest’anno, e si spera se non nell’interesse nazionale almeno in quello locale. I due processi per inquinamento e omessa bonifica sono di fatto due processi invisibili in quanto difficilmente riassumibili udienza dopo udienza, e di fatto risultano in entrambi i casi molto più vasti delle loro parti. Il procedimento per le omesse bonifiche del Sin e Laghi di Mantova si è aperto il 14 febbraio 2024 a due anni dal rinvio a giudizio di 17 imputati, tra persone fisiche e giuridiche. L’avvio era slittato di 12 mesi a causa del pensionamento del magistrato inizialmente designato a presiedere il processo, che è stato assegnato al giudice Giacomo Forte, mentre titolari della pubblica accusa sono i Pm Silvia Bertuzzi e Michela Gregorelli. Gli imputati sono stati chiamati a difendersi, a vario titolo e per posizioni diverse, da un novero di 43 capi d’accusa che vanno dall’omessa bonifica all’inquinamento ambientale, al danneggiamento fino ad illeciti di natura amministrativa. Secondo quanto contestato dalla procura le società, chiamate a rispondere anche in qualità di responsabili civili, e di conseguenza chi le amministrava, avrebbero ritardato, se non bloccato, l’avvio dell’iter di bonifica delle varie aree Sin, nel cui sito perimetrato era stata rinvenuta una forte contaminazione da metalli pesanti. Parti civili Comune e Provincia di Mantova, Parco del Mincio oltre al Ministero dell’Ambiente. Un’inchiesta a doppio binario durata quattro anni, quella relativa la contaminazione del Sin virgiliano, scattata a metà 2016 con una complessa attività di verifica effettuata da Arpa Lombardia e Nucleo operativo ecologico dei carabinieri, sotto l’egida di Ministero dell’Ambiente e Provincia di Mantova che avrebbero individuato specifiche responsabilità in capo alle aziende oggi proprietarie dei terreni oggetto di analisi. L’inquinamento di cui tratta il procedimento della ex Ies riguarda invece un’area tra i 20mila e i 45mila metri quadrati e vede imputati sei ex manager della raffineria di strada Cipata e la stessa azienda. Processi invisibili come il surnatante e l’inquinamento del sottosuolo, in attesa di giustizia.