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Caldo, scatta la raccolta del pomodoro. Nel Mantovano perdite anche del 30 per cento

È entrata nel vivo la raccolta di pomodoro da salsa in Lombardia. Lo rende noto la Coldiretti regionale nel sottolineare come il grande caldo, che sta investendo a più riprese la regione, ha fatto scattare le operazioni con una decina di giorni di anticipo rispetto alla media degli ultimi anni.
A causa delle ripetute ondate di calore – spiega Coldiretti Lombardia – in generale sui primi raccolti si stima un calo quantitativo del 10% rispetto alla media, a fronte di una qualità soddisfacente. Nel Mantovano – aggiunge la Coldiretti regionale – si segnalano però alcuni casi di perdite produttive fino al 30%, a causa di episodi localizzati di grandinate e trombe d’aria, i cui effetti si sono sommati a quelli del grande caldo.
“La qualità raccolta finora è buona, più che soddisfacente – dichiara Stefano Mazzucco, produttore di Gabbiana -. Il calo medio, però, ad oggi si può stimare in un 20% rispetto alla produzione dello scorso anno”. Sulla stessa lunghezza d’onda anche Fabio Perini, presidente di Coldiretti Castellucchio. “I quantitativi quest’anno non sono eccezionali, ma la qualità del prodotto è oggettiva – spiega -. Abbiamo anticipato al 9 luglio la campagna di raccolta ed è stata una soluzione positiva. Certo, dove la grandine ha colpito si contano i danni e perdite anche superiori al 30 per cento”.
Frenate che pesano nelle tasche dei produttori. Guido Cecchin, agricoltore e contoterzista di Ospitaletto, segnala rese per ettaro tutt’altro che remunerative. “Se la media dello scorso anno è stata intorno agli 800 quintali per ettaro – ricorda Cecchin – quest’anno in alcuni campi ci siamo dovuti accontentare di 400-500 quintali per ettaro, che significa, fra l’aumento dei costi produttivi legati a carburante, mezzi tecnici, costi per l’irrigazione e ricambistica, produrre in perdita, in particolare su quegli appezzamenti sui quali la grandine si è abbattuta, scatenando malattie fungine e tagliando nettamente le produzioni”.
I veri timori – prosegue la Coldiretti regionale – riguardano i pomodori che arriveranno a maturazione più tardi: se il grande caldo dovesse proseguire, si temono cali produttivi più consistenti. Temperature eccessive prolungate, infatti, impediscono ai fiori di trasformarsi in frutti.
“Rispetto all’anno scorso stiamo osservando un anticipo sulla raccolta di 8-10 giorni, a causa delle temperature elevate che hanno accelerato il processo di maturazione – dice Giuseppe Zoli, produttore di Asola che opera anche per conto terzi -. In questa fase l’industria sta lavorando a pieno regime, senza riuscire peraltro ad accogliere l’intera produzione. Temo, tuttavia, che nella seconda metà di agosto ci ritroveremo a fare i conti con un buco produttivo, in quando le ondate di calore, alternate a trombe d’aria e grandinate, abbiano provocato difficoltà nell’allegagione e nella fase di fioritura, due premesse negative in chiave produttiva”.
In Lombardia – precisa la Coldiretti regionale – il pomodoro è coltivato su circa 10mila ettari di terreni, concentrati per oltre il 70% tra le province di Mantova e Cremona.
A livello nazionale – continua Coldiretti –, oltre a rappresentare un ingrediente fondamentale della dieta Mediterranea e della vera cucina italiana patrimonio Unesco, il pomodoro è un comparto chiave dell’agroalimentare italiano: la filiera coinvolge circa 7.000 aziende agricole, oltre 100 imprese di trasformazione e 10.000 addetti, distribuiti su circa 70.000 ettari coltivati.
Il pomodoro – conclude Coldiretti – è anche uno di quei prodotti colpiti dall’inganno della regola dell’ultima trasformazione sostanziale del codice doganale, che permette di spacciare per italiano prodotti esteri che vengono sottoposti in Italia a semplici lavorazioni. Nel caso del pomodoro, in particolare, si tratta dei sughi preparati a partire da concentrato di pomodoro cinese.