MANTOVA – Tutto come annunciato e anticipato dalla Voce: Enrico Voceri, 82enne, dottore commercialista e da oltre un ventennio vicino alle amministrazioni di centrosinistra, subentra a Massimiliano Ghizzi alla presidenza della Tea, la multiutility partecipata al 70 e passa percentuale dal Comune capoluogo. A lui il mandato per il prossimo triennio, come sancito ieri mattina dal voto assembleare, al vertice di via Taliercio. Voceri, dottore commercialista (già peraltro presidente dell’Ordine), è stato consulente, amministratore e sindaco in varie aziende, e in passato già presidente del collegio sindacale della stessa Tea. Lo affiancheranno nel Cda i consiglieri Federica Binacchi, avvocato, Paolo Braguzzi, professore universitario e manager, Martina Caleffi, dottoressa commercialista, e Paolo Galeotti, dirigente responsabile di area amministrativa, ricerca e sviluppo, amministratore nel Terzo settore e già sindaco di Marmirolo. Il collegio sindacale sarà invece composto dai commercialisti Paolo De Mitri, presidente, Davide Bardini, membro effettivo, e dall’avvocato Francesca Chiesi, membro effettivo (riconfermata). Sindaci supplenti sono invece i commercialisti Paolo Bellini e Roberta Talamazzi. L’assemblea ha poi preso atto delle linee di indirizzo esposte dal Comune di Mantova, socio di maggioranza della multiutility, che dovranno orientare il lavoro dei nuovi amministratori per il prossimo mandato. Linee che evidenziano quanto già esposto nel piano industriale approvato dalla giunta di Mattia Palazzi nel dicembre scorso. Un punto, in particolare, si evidenzia fra i tanti obiettivi da raggiungere: quello che definisce “in sinergia con il Comune di Mantova analisi, valutazione e eventuali aggiornamenti dei contratti di servizio in essere tra società e Comune capoluogo”. E proprio questo punto sembra adombrare la rinegoziazione con via Roma di alcuni costi, fra cui soprattutto quelli dei costi del verde (ad oggi circa 3,5 milioni annui, ma in aumento previsionale con l’acquisizione del Migliaretto al demanio comunale), cui si aggiungeranno ulteriori costi per ammortizzare quelli delle isole ecologiche “intelligenti” che andranno a sostituire il sistema “porta a porta” della attuale raccolta differenziata. Nel rimanente delle linee guida, Tea si propone fra l’altro anche di valutare “possibili alleanze o acquisizioni societarie finalizzate alla crescita nei servizi non regolati, a vantaggio della stabilizzazione dei servizi rivolti ai Comuni e di una maggiore competitività di mercato della società”. Immancabile il proposito di potenziare gli investimenti in produzione di energia rinnovabile, leit motiv del sistema energetico europeo, con l’obiettivo di “realizzare comunità energetiche per le famiglie e di sostenere i consumi industriali”. Fondamentale e da tempo nell’agenda Tea la costituzione di un gestore unico del servizio idrico provinciale, e infine una sorta di “ombra” su quelli che potrebbero presentarsi come “rami secchi” eventualmente da sacrificare: l’attivazione di “strumenti di monitoraggio sulle società controllate, preminentemente per quelle che hanno registrato un risultato negativo, al fine di verificarne competitività, sostenibilità e definizione di specifici piani industriali di crescita o eventuale razionalizzazione”. Ciò a dire: dismissioni.































