EST MANTOVANO – La preoccupazione è tangibile nella cittadinanza, perché da due anni a questa parte anche l’immigrazione asiatica – con riferimento soprattutto agli indiani e ai bengalesi – ha raggiunto picchi mai visti: un 25% in più rispetto al 2022. Cosa che specie nei piccoli paesi di provincia non manca di suscitare sentimenti di timore, generando talvolta momenti di tensione. Nella sinistra Mincio, in particolare, si sta assistendo a vero boom di indiani, dietro ai quali, senza voler generalizzare, spesso si celano organizzazioni incaricate di condurli nel nostro Paese e sfruttarli. La lente non è ovviamente puntata verso chi si muove nella legalità e svolge un lavoro regolare ma piuttosto verso coloro che con la scusa di essere ospitati da alcuni connazionali finiscono per alloggiare vita natural durante nei paeselli, magari senza documenti né una fissa dimora. E qui nascondo i problemi. Le persone che ci hanno contattato per squarciare la cortina fumogena che avvolge questa situazione parlano apertamente di «invasione pianificata». «Stanno comprando tutte le case sfitte del paese – spiega un cittadino di Gazzo, frazione di San Giorgio Bigarello -. Il nocciolo della questione, facilmente constatabile da chiunque, è che in appartamenti di pochi metri quadri vi alloggiano anche 10-15 persone. Mi chiedo e chiedo: saranno tutte in regola? Io ho già la mia idea, e se fosse confermata significa che sul nostro territorio potremmo avere chiunque, anche potenziali malintenzionati». Un ragionamento che non fa una grinza, e che più o meno è lo stesso riferito da una famiglia di Villimpenta: «Abito praticamente in centro paese e sia al mattino che alla sera è un via vai continuo di persone che arrivano e partono con tanto di trolley e valige. Alcune case sembrano ormai dei centri di smistamento». Non cambia la musica a Roncoferraro e Castel d’Ario, né nei territori limitrofi del Veronese, dove qualche mese fa i carabinieri operarono dieci arresti in flagranza per una maxi rissa a colpi di catene e sbarre di ferro che aveva coinvolto due gruppi di braccianti agricoli indiani a Sorgà. Cinque di quegli extracomunitari erano già noti alle forze dell’ordine. Alcuni degli arrestati, di età compresa tra i 19 e i 46 anni e accusati di rissa aggravata, lesioni personali e porto di oggetti atti ad offendere, si scoprì che erano abitavano con dei connazionali anche nelle provincia di Mantova.

































