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Porta Cerese: stesso incubo di piazza Don Leoni? E il sottopasso già “segna il passo”

MANTOVA – Il Comune ha fatto la sua parte nella realizzazione di interventi legati ai sottoservizî rispettando il cronoprogramma fissato nella primavera del 2024 e reso pubblico l’11 giugno dello stesso anno in una pubblica assemblea organizzata da via Roma all’auditorium Bam di viale Luzio, presenti i tecnici delle ferrovie. Ma sono le stesse ferrovie che anche nel caso di Porta Cerese evidenziano le stesse inadempienze tristemente note in piazza Don Leoni. Quando si parla di sottopassi, per Rfi i cronoprogrammi sono evidentemente una variabile del capriccio.
Cosa si disse allora? Parlarono i tecnici di Rfi, e le cronache mantovane lo documentano: «L’inizio lavori (per il sottopasso di Porta Cerese, ndr) è previsto per gennaio 2025 con termine nel maggio 2027». Il tutto per un maxi-investimento da oltre 40 milioni utile a superare lo sbarramento a sud della città dato dalla linea Mantova-Monselice che soffre per quasi 30 abbassamenti di sbarre al passaggio a livello del piazzale. A seguire, sempre parole delle ferrovie spese in quella circostanza, si darà avvio ai lavori per il sottopasso di via Brescia a Gambarara, «che partirà a luglio del 2025».
Il gennaio 2025, data di inizio lavori a Porta Cerese, è ormai passato da un anno e mezzo, e mentre l’amministrazione comunale ha fatto la sua parte predisponendo i sottoservizî grossomodo nei tempi stabiliti dalle Ferrovie, queste hanno solo annunciato l’inizio dell’intervento per questo mese di settembre, senza però che al momento sia insediata la predisposizione del cantiere. La sola operazione realizzata, e ancóra una volta a carico del Comune, è stata il taglio degli alberi che costeggiavano la massicciata ferroviaria in via Visi avvenuto nelle scorse settimane.
A questo punto, non solo le forze politiche, ma gli stessi cittadini sono posti di fronte a un tema che vincola la viabilità e la vivibilità di Mantova ai tempi quantomai “elastici” dimostrati da Rfi.
Il caso paradossale lo si è già visto e sofferto in piazza Don Leoni dove il sottopasso antistante la stazione Fs, annunciato nel 2020, doveva trovare compimento due anni dopo. Oggi, dopo i continui posticipi, un ultimo cronoprogramma di Rfi porrebbe il taglio del nastro fra un mese, il 10 ottobre; ma i lavori in corso sono ancóra ben lontani dal vedere la fine.
Su altro fronte, il raddoppio ferroviario Mantova-Piadena, ha già incassato due anni di ritardo, ma solo “sulla carta” (2028 anziché 2026), dato che per rispettare anche questo cronoprogramma sarà necessario reperire 140 milioni circa, che ad oggi non esistono nei bilanci.
Date le premesse, cosa ci si può attendere per Porta Cerese, per Gambarara, nonché per la seconda entrata della Canottieri, che dovrebbe seguire a questa infrastruttura?