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Festivaletteratura 2026 – Wendy Erskine racconta le sfumature della violenza e del privilegio

Mantova La scrittrice Wendy Erskine e la promotrice alla lettura Ilenia Caito si incontrano sotto la volta della Chiesa di Santa Maria della Vittoria per confrontarsi con l’interprete Marina Astrologo, sull’ultimo romanzo di Erskin “I benefattori” (Blu Atlantide Edizioni, 2026). Il libro è incentrato su una violenza sessuale a opera di tre ragazzi benestanti. Caito evidenzia lo sforzo della scrittrice irlandese nel raccontare la società di Belfast nei suoi caratteri chiave e restituendoli nella loro dimensione di tematiche universali, trascendenti gli spazi e il tempo: la violenza sessuale, i rapporti famigliari e in particolare quello madre-figlio, il privilegio di classe, il pregiudizio classista che considera le persone umili “ordinarie” e le oppone a quelle colte, potenzialmente eccezionali e meritevoli di interesse letterario.
Nel corso dell’evento, chiamato “Disincanto a Belfast”, si approfondisce una speciale operazione di disincanto: aggiornare l’esperienza letteraria di personaggi piatti e facilmente ordinabili lungo un rigido continuum morale; superare la semplificazione della realtà da parte di certi romanzi classificabili in compartimenti stagni come pure commedie o puri drammi.
«Devi saperti muovere tra i toni e i registri – sostiene Erskin, – ed è questo che io cerco di fare, con attenzione e la delicatezza. Le persone sono complesse», continua, e tra aneddoti e accenni alla poesia dell’inglese William Blake, esplicita una dichiarazione di letteratura: il dovere di raccontare persone e situazioni rispettandole nelle loro sfumature, di non tradire l’amalgama vitale e contraddittorio della realtà.
In chiusura dell’evento, Erskine affronta anche il tema dell’ambiguità e ipocrisia di alcune azioni presuntamente di beneficenza, per poi approfondire il tema del malfunzionamento frequente della giustizia formale, raccontando il suo impegno nel romanzo a esplorare vie alternative per affrontare la violenza sessuale.
«Per me questo libro non è a proposito di una violenza sessuale, ma di ogni singola violenza nel suo complesso», ha concluso la scrittirice.
Nell’arco della sua carriera letteraria, Erskine si è aggiudicata il Butler Prize for Literature e l’Edge Hill Readers’ Choice Award; è stata inoltre finalista per il Gordon Burn Prize e inclusa nella longlist del prestigioso Women’s Prize for Fiction.