MANTOVA – In occasione della mostra Inventare la natura. Leonardo, Arcimboldo, Caravaggio (dal 26 settembre) e nell’ambito delle iniziative legate a Mantova: connessa per natura, Palazzo Te entra in dialogo con la Galleria del Premio Suzzara attraverso un incontro dedicato alle diverse rappresentazioni e trasformazioni della natura nel tempo. Nella ex Sala Mondadori di Palazzo Te si terrà, infatti, l’incontro di presentazione del 53esimo Premio Suzzara e della collezione del Museo: Terra Bruciata. Dal Rinascimento all’Antropocene, mercoledì 16 settembre alle 17. Dal mondo rinascimentale, in cui la natura è meraviglia da conoscere, temere e trasformare in artificio, fino alla contemporaneità segnata dall’azione dell’uomo sull’ambiente, l’incontro introduce il tema della 53esima edizione del Premio Suzzara, Terra bruciata. L’arte nell’Antropocene, che inaugurerà domenica 20 settembre. Mentre la mostra di Palazzo Te racconta il Rinascimento che inventava la natura come meraviglia controllabile, il museo suzzarese raccoglie da quasi ottant’anni una storia completamente diversa. Una storia dove la natura non è gioco aristocratico, ma paesaggio della dignità umana, testimonianza della fatica, specchio critico della trasformazione contemporanea. Eppure, ed è qui che inizia il dialogo, le due istituzioni parlano lo stesso linguaggio: il realismo, l’attenzione al dettaglio, la ricerca di fedeltà al dato concreto. Solo applicato a oggetti radicalmente diversi. Una conferenza che fa un’ipotesi semplice ma provocatoria: il Premio Suzzara non è un’alternativa al Rinascimento. È la sua continuazione critica e consapevole. E il Premio 2026 “Terra bruciata. L’arte nell’Antropocene” — che aprirà domenica 20 settembre alle 11 — è la risposta contemporanea a tutti e due: che cosa accade quando la natura ci sfugge dal controllo, quando la meraviglia rinascimentale e la testimonianza realista non bastano più? Dal Rinascimento all’Antropocene, la natura non rimane mai la stessa. In questa conferenza si scopriranno aspetti differenti dello stesso ambito: la natura come straordinario inventario, meraviglia controllabile, scoperta, catalogata, trasformata in gioco aristocratico, rinchiusa nella Wunderkammer (Palazzo Te); la natura come testimonianza della dignità umana, il paesaggio del lavoro, la realtà da non nascondere, la responsabilità critica dell’arte (Premio Suzzara); Terra bruciata. L’arte nell’Antropocene: la natura come soggetto ribelle, quello che ci sfugge dal controllo, che interpella direttamente la nostra coscienza contemporanea (l’attualità). Tre “invenzioni” della stessa realtà. Tre risposte nella storia dell’arte di Mantova e del suo territorio. Palazzo Te e il Premio Suzzara sembrano opposti. Ma condividono qualcosa di profondo: il realismo come metodo. Il Rinascimento sviluppa lo sguardo descrittivo e scientifico, la catalogazione sistematica della natura, scaturita dalla scoperta, dalla volontà di circoscrivere, conoscere e catalogare fenomeni curiosi, straordinari, metamorfici. Il realismo suzzarese riprende lo stesso linguaggio, applicandolo a soggetti radicalmente diversi: non animali esotici, ma operai; non fauna del Nuovo Mondo, ma paesaggi industriali. Lo straordinario nella natura quotidiana. In questa conferenza, capire questo filo rosso significa capire che la storia dell’arte non è una successione di rotture, ma una conversazione continua dove ogni epoca riprende il linguaggio dell’epoca precedente per dire cose completamente nuove.





























