Home Cronaca Festival, eventi raddoppiati ma presenze quasi dimezzate

Festival, eventi raddoppiati ma presenze quasi dimezzate

Mantova Diciamolo sùbito a scanso di equivoci e di detrazioni: il Festivaletteratura era e rimane uno dei massimi eventi culturali non a livello locale, e nemmeno nazionale, ma persino internazionale. Ma il suo potere di catalizzazione del pubblico colto e qualificato sta segnando pesanti segni meno quantomeno a partire dal 2019, anno record che aveva registrato 120mila presenze fra spettatori paganti e non contro i 71mila di questa 30ª edizione. Cosa è cambiato?
Il crollo fisiologico post-covid dovremmo essercelo lasciato alle spalle a distanza di cinque anni. Oggi non si parla più di mascherine, di distanziamenti, di autori in videoconferenza, se non in pochissimi casi. E il lavoro del Comitato del resto non risparmia né sorprese né un’offerta che negli anni si è andata moltiplicando. Nelle primissime edizioni del Festival, a dirla in cifre, gli eventi erano circa un centinaio contro gli oltre 300 delle ultime kermesse. I massimi nomi del panorama letterario mondiale, premî Nobel e autori di best seller compresi, hanno animato allora come oggi le platee.
Ma i numeri indicativi di una parabola discendente non sono confutabili. «Restano numeri straordinari per la nostra città» si limita a osservare il sindaco Andrea Murari, che ha mantenuto per sé la delega della cultura in via Roma. E persino le volontarie “magliette azzurre” in pochi anni hanno finito per dimezzarsi, denunciando i segnali di un declino che occorre comprendere nelle sue cause efficienti.
«Probabilmente, bisognerebbe affidarsi a un direttore artistico», commenta al volo il capogruppo di Forza Italia in consiglio comunale Pier Luigi Baschieri. Posto che il declino di presenze sia da imputare all’organizzazione e non a un “male” endemico ben più serio, e forse incurabile al momento: lo stesso male che fa registrare dati preoccupanti all’intero comparto dell’editoria e dell’informazione. Si legge sempre meno, e sempre meno sono i giovani con un libro o un giornale sotto il braccio. Quadretto di genere che non salva nemmeno le tv.