VIADANA Dalla strada, guardando attraverso le aperture che un tempo ospitarono le finestre, non si fatica a vedere il cielo: il tetto, del resto, non esiste più. Assi e strutture in legno ben saldati al suolo lo tengono in piedi, sempre nella speranza che non si verifichino crolli. Palazzo Fabi – o meglio, ciò che resta di Palazzo Fabi – è sempre lì, immobile e imperturbabile, che domina via Bonomi e si erge a poche decine di metri da piazza Manzoni e dal municipio. E proprio il Comune in queste settimane sta sollecitando l’impresa edile viadanese proprietaria dell’immobile, affinché proceda quanto prima con la messa in sicurezza interna.
Della questione è stato discusso anche poche settimane fa in consiglio comunale, quando l’assessore Claudio Formici ha risposto ad una richiesta avanzata dalla minoranza. Al momento infatti i proprietari sono stati chiamati a realizzare un’opera di messa in sicurezza sull’interno del palazzo, con l’obiettivo di rimuovere e smaltire tutti i rottami che si trovano al suolo, dentro allo scheletro dello storico palazzo viadanese.
«Il nostro obiettivo – spiega Formici – è fare in modo che i proprietari procedano quanto prima. In teoria dovrebbero avviare l’intervento entro la fine dell’anno. Ma la procedura sta andando un po’ per le lunghe e quindi abbiamo inviato un sollecito. Dal canto nostro, come Comune, abbiamo accantonato la somma di 160mila euro. Nella peggiore delle ipotesi, ovvero nel caso in cui i proprietari non provvedessero alla messa in sicurezza degli interni, interverremo noi rivalendoci poi sulla ditta stessa. Del resto l’immobile è una proprietà privata e quindi il Comune non può sostituirsi, ma nessuno vuole arrivare fino a questo punto. I proprietari hanno incaricato un professionista specializzato di redigere un progetto per la messa in sicurezza degli interni, e a breve il lavoro dovrebbe poter partire. Abbiamo un po’ premura – conclude Formici – perché, senza tanto girarci attorno, siamo ben consapevoli che le condizioni in cui versa Palazzo Fabi non sono delle migliori. Anzi».
E in effetti così è. La storica residenza viadanese, un tempo nobile e affrescata, oggi è del tutto compromessa. Il tetto, almeno per quanto è possibile vedere stando in strada, è completamente crollato. Anche quelli che erano gli interni del palazzo appaiono in pratica non più esistenti. In poche parole Palazzo Fabi appare oggi – e si tratta di una situazione che è sotto gli occhi di tutti – come una sorta di scatola vuota e traballante, costituita solamente da alcune parti perimetrali, che si regge solamente in virtù degli interventi di messa in sicurezza con cui le pareti sono state in passato opportunamente puntellate.
Anche il futuro dell’immobile – o di ciò che ne resta – appare molto incerto. Un recupero potrebbe essere sì possibile, ma con costi probabilmente molto elevati, tanto da scoraggiare chiunque potesse volersi cimentare in una simile impresa.
































