MANTOVA Qualcuno potrebbe dire, come usa oggi, “ha stato Putin”, responsabilizzando la guerra russo-ucraina delle molte ristrettezze cui sono soggette loro malgrado le amministrazioni locali. È comunque oggettivo, a prescindere dalle cause, che il clima di austerity che ha investito anche il nostro Comune si riverserà persino sulle festività di fine anno, al punto che, fra i varî tagli in programma, ci sia anche il concertone di San Silvestro. Non ci sarà il big della canzone contemporanea a salire sul palco di piazza Sordello, come da anni ci eravamo abituati. Avremo invece diversi eventi, soprattutto dj set, disseminati per la città. Una mossa strategica decisa dal sindaco Andrea Murari, che farebbe risparmiare alle casse di via Roma i soliti 160mila euro, pur messi a bilancio nel bilancio previsionale 2026 per la notte dei botti.
Festeggiamenti sì, ma senza le consuete fantasmagorie sceniche di piazza Sordello, che peraltro raramente hanno accontentato tutte le generazioni, essendo per lo più destinate al pubblico dei giovanissimi, come era nella politica del precedente sindaco Mattia Palazzi. Meglio dunque eventi diffusi e variegati in tutta la città piuttosto che una singola costosissima esibizione di richiamo, ma spesso discriminante. E questa pare sia anche una posizione consolidata di Murari, tendenzialmente restio alla spettacolarizzazione delle politiche giovanili e culturali della città. Se poi dovessero trovare conferma certe indiscrezioni, si può dire sin d’ora che anche le grandi esibizioni estive in piazza Sordello e nell’esedra di Palazzo Te potrebbero trovare i cordoni della borsa comunale meno sciolti di prima.
Dunque festività di fine anno sottotono? Forse, benché tutti scongiurino il ritorno al triste “Natale dei Puffi” con le luci azzurre in centro viste durante il mandato di Fiorenza Brioni. Ma ormai l’indirizzo sembra preso.





























