Home Provincia Chiesa gremita a Canneto per l’ultimo saluto a Nadia Santini

Chiesa gremita a Canneto per l’ultimo saluto a Nadia Santini

CANNETO SULL’OGLIO Tantissime persone hanno dato ieri pomeriggio nella chiesa parrocchiale l’ultimo saluto alla celebre chef Nadia Cavaliere Santini, anima del ristorante Dal Pescatore a Runate, morta a 73 anni nella notte tra domenica e lunedì. Il rito funebre è stato officiato dal parroco don Alfredo Rocca coadiuvato dal parroco di Piubega don Alessio Menegardo con don Luca Campagnoli, vicario parrocchiale di Castel Goffredo, e don Gianluca Mangeri, cappellano della Poliambulanza di Brescia. Presenti in chiesa il sindaco Nicolò Ficicchia e il comandante della locale caserma Carabinieri, maresciallo Paolo Verrecchia con il tenente colonnello Giorgio Feola, comandante del Reparto operativo del comando provinciale dei carabinieri.
«Nadia – ha detto don Alfredo nel corso dell’omelia – ha messo a frutto i talenti che Dio le ha donato. Si è addormentata nella pace di Cristo e nell’abbraccio di Maria, la Madonna del fiume raffigurata in quel bel capitello che proprio lei ha voluto collocare lungo la strada di Runate vicino a casa e vicino al fiume Oglio. Affidiamo al Signore tutta la vita di Nadia, il bene che ha avuto e che ha donato, il suo sorriso e la sua squisita disponibilità all’accoglienza. I tratti delicati del suo modo di fare, delicati e determinati allo stesso tempo. La sua dedizione al lavoro anche lì con delicatezza e determinazione. Gli altissimi livelli raggiunti in ambito professionale non le hanno impedito di mantenere la dolcezza, la semplicità e il suo sorriso accogliente».
Don Mangeri ha ricordato Nadia, conosciuta tra le corsie dell’ospedale bresciano: «Mi ha colpito in lei quel tratto di unità tra umiltà e intelligenza della sua persona e la grandezza della sua fede. Nadia parlava di Vangelo in modo incredibile e aveva una cultura sterminata in campo teologico. Si rifaceva al profeta Elia che in un momento difficile della vita si rifugiò in una caverna dove si sentì visitato da Dio con un brezza leggera. Si sentì confortato da quella brezza e sentì che Dio era presente con una carezza e riprese con coraggio la sua missione. Tutti noi abbiamo ricevuto una carezza particolare da parte di Nadia che portiamo nel cuore, con la quale sapeva unire la tradizione alla più grande modernità di pensiero. Sapeva unire la mistica più alta alla praticità della sua cucina. Sapeva unire la carezza ad un bambino come l’accoglienza al ristorante di tutte le personalità che hanno trovato quello che lei chiamava l’umanesimo. In una parola le stava a cuore l’umanità».
Dopo la messa, decisamente partecipata da cannetesi e non solo, il feretro è stato accompagnato al cimitero per il rito della sepoltura.