MANTOVA – “Non porti il velo, quindi sei una poco di buono, quindi devi venire a letto con me”. È andato avanti per un paio d’anni questo tipo di corteggiamento di un 56enne marocchino nei confronti di una sua connazionale più giovane di una quindicina d’anni. L’avrebbe seguita ovunque, arrivando anche a metterle le mani addosso, e avrebbe anche cercato di screditarla, riprendendola per strada con il cellulare per poi mostrare i video ad altri suoi connazionali. Ora il 56enne è a processo per stalking. Una vicenda avvenuta in provincia tra il 2018 e il 2020, quando i due hanno cominciato a incontrarsi portando i rispettivi figli a scuola. Scambiano qualche parola ma nulla più, però il 56enne inizia a importunare la donna con avances sempre più esplicite. Lei non ne vuole sapere mentre lui invece insiste: “vesti all’occidentale, quindi sei una donna di facili costumi”, le dice più o meno esplicitamente, pretendendo che lei vada a letto coi lui senza fare troppe storie, “non porti il velo, sei una poco di buono”. In realtà la 40enne non porta il velo islamico perché è una donna berbera, e segue altre tradizioni, ma al suo più che insistente pretendente poco importa questo dettaglio, così come poco importa che sia sposata con un suo connazionale nonché collega di lavoro, e ancor meno importa di essere a sua volta sposato. Un po’ per paura in quanto donna in un paese straniero, un po’ per tutte queste ragioni messe insieme, la donna inizialmente non dice nulla al marito di quel suo collega che si piazza sotto casa, che la segue dappertutto al punto da costringerla a barricarsi dentro. Ha paura che il suo uomo possa reagire male e mettersi nei guai, oppure peggio ancora che possa dare la colpa a lei e ripudiarla. «Vengo vista male perché vesto all’occidentale» spiega la 40enne a un’assistente sociale quando finalmente riesce a trovare qualcuno in grado di capire la sua situazione. Già, perché quando le avances si fanno più pesanti la 40enne decide di raccontare tutto al marito e va dai carabinieri: quell’altro l’ha aggredita una volta per strada, un’altra volta le ha tirato un pugno in faccia, un’altra volta ancora l’ha aspettata all’uscita dal lavoro e le ha messo le mani addosso. Potrebbe essere un episodio di tentata violenza sessuale ma la donna parla male l’italiano e non riesce a farsi capire bene dai carabinieri che però avvisano i servizi sociali. Nel frattempo, vista la piega che sta prendendo la faccenda, il 56enne denuncia la 40enne e il marito per lesioni: dice che i due lo hanno aggredito per strada. Intanto però a processo per stalking ci è finito lui, con la 40enne berbera che si è costituita parte civile al processo con l’avvocato Stefano Magnoni; un modo molto occidentale per ribadire di essere tutt’altro che una poco di buono. Alla prossima udienza è attesa in aula insieme al marito per raccontare la sua vicenda al giudice.









































