Home Cronaca Cassa integrazione: diminuzione del 5% in Lombardia

Cassa integrazione: diminuzione del 5% in Lombardia

MANTOVA –  La cassa integrazione richiesta in Lombardia nel secondo trimestre del 2025 scende del 5% rispetto al trimestre precedente. Fanno meglio nord Italia e Italia con il -19,2% e -22,3%. Guardando invece al tendenziale, ossia al confronto con il secondo trimestre del 2024, la cig risulta in crescita del 15,7% in Lombardia, dell’11,4% nel nord Italia e del 13,6% nel paese. In regione il calo è maggiore nella gestione ordinaria (14,8%), mentre sale la cassa straordinaria (19,2%) e ancora di più il Fis (66,2%), anche se in questo caso i numeri assoluti sono bassi, 742.706 ore su un totale di quasi 28 milioni di ore richieste. L’incremento della straordinaria è determinato dal comparto crisi e riorganizzazione che sale del 42,6%. Anche in termini tendenziali l’incremento dell’ordinaria risulta più contenuto di quello generale (4,6%), mentre la straordinaria sale del 46,6% rispetto a un anno prima a causa del raddoppio delle ore richieste nel comparto crisi e riorganizzazione. Sale anche il Fis del 33,2%.
C’è quindi un miglioramento congiunturale generale rispetto al trimestre precedente ed insieme un appesantimento di situazioni di crisi strutturali specifiche, localizzate nei settori chimico, tessile, dei trasporti e del commercio. Passando invece ai territori, al primo posto per richiesta di cig si conferma Brescia (28,5% sul totale regionale). Al secondo posto Bergamo (20,9%) sorpassa Milano (17,2%). Segue al quarto Varese (14,1%), quindi Como (8,4%), Mantova (7,4%), Monza/Brianza (6,8%) e via via le altre province. Le variazioni congiunturali sono in calo nelle province di Lecco, Sondrio, Como, Pavia, Milano, Lodi, Varese, Monza/Brianza, Bergamo, comprese tra il 54% della prima e il 4,4% dell’ultima. Crescono nelle province di Cremona (202,3%) e Mantova (41,9%), mentre a Brescia la situazione rimane stabile. Le variazioni tendenziali sono in gran parte positive, tranne che a Lecco (-29,2%), Pavia (-26,8%), Varese (-25,3%) e Como (-16%).